di Sara Gambèro
Il bello di essere attrici famose e affermate a Hollywood è che non solo si possono scegliere i copioni e i ruoli da interpretare, ma soprattutto- tendenza comune da quella parti- trasformarsi in produttori e finanziare i progetti che stanno più a cuore.
È quello che deve aver pensato una delle chiche più cool di Hollywood, l’americo-cubana Eva Mendes ( un metro e sessantotto di sensualità, vedere per credere) che dopo aver fatto da spalla a molti dei più grandi attori americani, da Will Smith a Denzel Washington, da Nicholas Cage a Joaquin Phoenix, ha deciso di produrre e interpretare un film molto lontano dai classici blockbuster hollywoodiani. «Una storia che facesse riflettere e pensare», lei dice.
E cosa ci poteva essere di meglio, come argomento, se non quello di un genere tanto sfruttato quanto criticato ma pur sempre il più seguito, il reality, portato però alle estreme conseguenze? Con una inevitabile riflessione sul cinismo di chi per amore dello share non si ferma davanti a niente e chi, dall’altra parte, per fascinazione dell’orrore, contribuisce ad alzare gli ascolti.
In Live! Ascolti record al primo colpo (presentato al Tribeca Film Festival già nel 2007 ma distribuito solo ora) Eva è la cinica produttrice Katy Courbet che ossessionata dagli indici di ascolto e dalla concorrenza con gli altri network, concepisce il reality più estremo mai pensato prima: il gioco della roulette russa in prima serata. E con la sua determinazione e la promessa di ascolti record, vincerà contro la legge, la resistenza dei suoi dirigenti e la morale comune. E riuscirà a portare in prima serata sei concorrenti, selezionati dopo innumerevoli provini, e spinti dalle più diverse motivazioni. Il messicano gay cresciuto nel "barrio" che cerca il riscatto sociale, l’agricoltore padre di famiglia oberato dai debiti, la giovane attrice californiana che aspira alla fama, l’ex modella riciclata artista alla ricerca della sua performance migliore, l’aspirante scrittore di colore e il giovane surfista che insegue l’adrenalina.
Ma solo per cinque ci sarà la vittoria, con un assegno da cinque milioni di dollari che cambierà loro la vita. Uno, invece, troverà la morte in diretta tv. E i più sensibili o moralisti non storcano il naso, perché come dice Katy: "Dal Colosseo romano alla ghigliottina francese, fino alle esecuzioni capitali di Saddam Hussein, gli uomini sono sempre stati affascinati dalla morte e, cosa più importante, dal fatto di assistere alla morte".
Girato tutto in soggettiva, come se fosse un filmino fatto dal giovane operatore che segue Katy in tutti i suoi spostamenti e fasi del progetto, il film è diretto dal premio Oscar (per i cortometraggi documentari Twin Towers e You don’t have to die) Bill Guttentag e interpretato oltre alla Mendes da David Krumholtz (già visto in Numb3rs) e Jeffrey Dean Mogan, il Denny di Grey’s Anatomy. Uscirà in Italia, distribuito da Moviemax, prima ancora che negli Usa, il 6 marzo, in 140 copie