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Miss Italia è una stangona

Notizia del 15 settembre 2009 - 08:30

A vincere il titolo di più bella una ragazza calabrese. La sua particolarità? E' altissima, un metro e ottantadue centimetri. A 18 anni appena ha stracciato la rivale campana. Una gara tutta al Sud

La calabrese Maria Perrusi, 18 anni compiuti ieri, è Miss Italia 2009. A decretare il suo successo è stato il televoto dell'ultima sessione. Seconda classificata la campana Mirella Sessa. Maria ha stravinto nel televoto: 55.272 consensi per lei, contro i 25.681 per l'avversaria.

La nuova Miss Italia è nata a Fiumefreddo il 13 settembre 1991 sotto il segno della Vergine. Occhi verdi, capelli castani, è alta un metro e 82. È all'ultimo anno di ragioneria. In questi giorni di finale a Salsomaggiore Terme è stata seguita come un'ombra dalla mamma Lina: in quanto minorenne il regolamento del concorso esige che ci sia con la concorrente uno dei genitori o chi ne esercita la potestà. La madre è casalinga, mentre il padre Francesco è operaio.

Proprio il padre è per Maria un esempio da seguire: «Ha vissuto 25 anni in Svizzera per lavorare e poter mantenere la nostra famiglia. Ci raggiungeva in Calabria una volta al mese. Per me questa lontananza è stata difficile da sostenere». Un motivo di imbarazzo per lei èstato sinora l'altezza e la sua fisicità: «Non rappresento certo la tipica bellezza mediterranea e in un paese di 3mila abitanti non è facile passare inosservata».

Maria ha due fratelli, Giuseppe, 24anni, e Davide, 21, entrambi molto gelosi di lei. Niente fidanzato invece, «non mi piacciono le storie occasionali, voglio un ragazzo che sappia conquistarmi».

Il suo sogno è diventare modella o, se non dovesse riuscirci, fisioterapista. Pratica la pallavolo, ovviamente nel ruolo di schiacciatrice e di "muro", il nuoto e da piccola ha fatto danza. Squadra del cuore la Juventus e Alex Del Piero è il suo giocatore preferito. Quanto alla musica, le piacciono Laura Pausini e Celine Dion. Ottima cuoca, almeno così racconta, il suo motto è «essere qualcuno per non essere chiunque». E la vittoria di questa sera conferma pienamente questo slogan.