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"Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare"
Notizia del 8 aprile 2005 - 08:30Dallo sceneggiatore, regista e produttore di "Qualcosa è cambiato", una nuova e arguta commedia
In senso letterale, "Spanglish" è una combinazione di spagnolo e inglese, un dialetto parlato da circa 40 milioni di latinos che vivono negli Stati Uniti. James L. Brooks ("Qualcosa è cambiato" e "Voglia di tenerezza") ha intitolato così la sua ultima commedia, pensando ai possibili sviluppi della convivenza di due culture tanto disparate.
Secondo lo stesso Brooks, «ci sono moltissimi aspetti terribilmente diversi tra queste due culture e il film cerca di descriverne sia i possibili punti di contatto, sia gli argomenti e i valori sui quali non si incontreranno mai».
All'inizio della storia, Flor (Paz Vega), una ragazza messicana, si trova nella spiacevole situazione di rimanere da sola e con scarsi mezzi finanziari ad occuparsi dell'adorata figlia di sei anni, Cristina. Flor si sente orrendamente in colpa per aver sposato un uomo che non avrebbe mai potuto svolgere adeguatamente il ruolo di padre, perciò decide di seppellire tutte le sue esigenze di giovane donna per dedicarsi completamente alla figlia. La sua dedizione, però, non è un sacrificio o una rinuncia, è semplicemente la cosa più naturale del mondo».
In cerca di una vita migliore per sé e per la figlia, Flor decide di lasciare il Messico per stabilirsi in una comunità latino-americana di Los Angeles, da cui in pratica non si allontana mai. Così, rimane a tutti gli effetti radicata in un ambiente affettivo e linguistico che le è familiare, una specie di universo a sé che non ha niente a che fare con la società americana.
Tutto questo fino al giorno in cui accetta il posto di governante in casa Clasky. E finalmente fa il suo ingresso in un "Paese straniero". John e Deborah Clasky (Adam Sandler e Téa Leoni) stanno vivendo un periodo difficile della loro vita coniugale. John è un uomo solido, padre e marito affettuoso, nonché proprietario e direttore di un ristorante alla moda di Los Angeles. Deborah ha da poco perduto il lavoro ed è nel pieno di una crisi di identità. Fino a questo momento la sua vita le ha permesso di incanalare nel lavoro una parte di energie nervose che ora, rimaste senza sbocco, minacciano la stabilità familiare.
Piena di buone intenzioni, ma con i nervi decisamente a fior di pelle, Deborah si sforza di attribuire il giusto valore a se stessa e a quanto la circonda ma in realtà fa esattamente il contrario. Anche i suoi due figli Bernice e Georgie (Sarah Steele e Ian Hyland), finiscono per diventare vittime della visione idealizzata che Deborah ha di loro come dovrebbero essere, mentre sua madre Evelyn (Cloris Leachman) è dolorosamente consapevole della confusione interiore della figlia e delle conseguenze che ciò può produrre.
Dal canto suo, Flor pensa che Deborah, coi suoi modi nervosi e sempre un po' sopra le righe, sia una persona strana e piuttosto dispotica, a dispetto di tutte le sue buone intenzioni. Poiché la ragazza non parla inglese, può tranquillamente stare a osservare le azioni della sua datrice di lavoro da una sorta di "distanza di sicurezza". Tuttavia, inevitabilmente Flor partecipa alla vita dei membri della famiglia.
Per l'estate, però, i Clasky prendono in affitto una casa a Malibu che non è raggiungibile con l'autobus. Flor è così costretta a rivelare, per la prima volta, di avere una figlia. Deborah replica che la casa è abbastanza grande per tutti e che se Flor rifiuta di passare l'estate con loro perderà il lavoro. Flor non ha scelta: accetta la proposta.
Cristina piace immediatamente a Deborah che decide di prenderla sotto la sua ala protettiva. Flor e John capiscono invece di avere molte cose in comune e si scoprono attratti l'uno dall'altra. Benché non parlino la stessa lingua (in alcuni momenti Cristina si diverte a far loro da interprete), Flor e John mostrano una comprensione reciproca istintiva e immediata, un'autentica empatia per i sentimenti dell'altro che va al di là delle parole e ha nei figli il grimaldello dei cuori.
Dice l'autore: «L'incontro e lo scontro culturale sono certamente un aspetto fondamentale del film. Ma abbiamo voluto mettere l'accento sull'attuale incapacità di comunicare, di comprendere e perfino di sentire le persone che vivono a stretto contatto con noi».