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Beati i ricchi

Notizia del 30 maggio 2006 - 17:16

Dalla New Age alla Next Age: religioni del benessere e mistica della prosperità


"Beati i poveri perché erediteranno la terra", si legge nei Vangeli. «Beati i ricchi, perché i poveri sono fessi», replicava a distanza Osho Rajneesh, guru spirituale degli Arancioni, morto nel 1990.
Consapevolezza, felicità individuale e soprattutto benessere materiale, vissuto possibilmente senza sensi di colpa: è questa, in sintesi, la promessa di crescita personale a tutto tondo offerta dai movimenti religiosi che rientrano nel calderone New Age, ormai evolutosi concettualmente nell'idea di Next Age.

Deluse infatti le prospettive di Rinascimento collettivo tese al compiersi di un'imminente Età dell'Acquario, l'afflato spirituale contemporaneo si traduce in una rassicurante tecnica che garantisce il riscatto individuale.
L'età dell'oro non si colloca più su un orizzonte millenaristico, ma si dà in premio agli sforzi del singolo, che "pensando positivo" attrae a sé ricchezza, prosperità e successo.

Insomma, "La miseria non aiuta a essere spirituali. I poveri pensano ai soldi più dei ricchi", scrive il medico indiano Deepak Chopra, uno dei vati della cosiddetta "religione della prosperità". Inutile rimarcare che, nel pieno rispetto della tradizione per la quale piove sempre sul bagnato, i ricchi (che possono permettersi di spendere tempo e denaro nella cura di sé) diventano sempre più ricchi e i poveri (presumibilmente depressi, rancorosi e ripiegati sui propri guai) sempre più poveri.

Se il New Age classico sviluppava anche una critica del materialismo moderno, il Next Age e i suoi guru ci allettano sulla via di una mistica del benessere che ci renderà, oltre che più ricchi e felici, anche più efficienti, quindi più integrati e funzionali al sistema.
Non si può negare che il gioco per alcuni produca risultati considerevoli. "Questo nuovo mercato della formazione personale motivazionale - scrive lo studioso Massimo Introvigne - fattura ogni anno negli Stati Uniti quattro miliardi di dollari".

Al grido dell'intramontabile slogan peace&love, le folle di fedeli a stelle e strisce hanno messo in soffitta il crocefisso a favore del globo, «simbolo di pace e amore», innalzato nel corso di cerimonie più simili a megaraduni rockettari che a incontri di preghiera.
Sono oltre 1200 negli Stati Uniti, riferisce il Corriere della Sera, le chiese da 35mila posti, con annessi ristoranti e campi da tennis, dalle quali i telepredicatori celebrano dai megaschermi messe-show stile Jesus Christ Superstar, con tanto di band e fedeli che ondeggiano all'unisono come a un happening rock.

Gestite come vere e proprie aziende da pastori che fungono all'occorrenza da amminustratori delegati, le megachiese americane fatturano decine (in qualche caso centinaia) di milioni di dollari.
La Lakewood Church di Joel Osteen, pastore celebre negli States, spesso affiancato sul palco dalla biondissima moglie Victoria, conta 600 dipendenti (compresi quelli impiegati nell'annesso supermarket) e un mutuo da 95 milioni di dollari sottoscritto per ristrutturare un palazzo dello sport più capiente della vecchia sede, in grado di ospitare "solo" settemila posti.

Da dove arrivano i soldi? Finora Osteen non è mai incappato in alcuno scandalo finanziario. Il suo standard di vita è altissimo, ovviamente, ma nei bilanci della congregazione non sono state rilevate irregolarità. Forse non ce n'è bisogno. Alla Chiesa arrivano cospicue offerte, anche via internet. E il libro firmato dal "buon pastore" - Your best life now - è ormai un bestseller da 4 milioni di copie.

L'America è grande, ma la concorrenza temibile. Poco distante dalla megastruttura di Osteen, sorge la Second Baptist Church di Edwiin Young, una sorta di club di lusso per bianchi benestanti, con aree ricreative per i bambini, ristoranti, campi da tennis, palestre e sale per concerti.
«Dio vi vuole winner not whiner (vincenti, non piagnucolosi)», predica Osteen, preso alla lettera dal "collega" Creflo Dollar, pastore nero della World Changers Church di Atlanta che, oltre a scorrazzare in Rolls Royce e possedere ben due jet, riferisce puntualmente durante le preghiere comuni reportistica di entrate e uscite, con tanto di tabelle e grafici.
Soddisfatti o rimborsati, dunque: i nuovi fedeli sono così, come clienti di una Coop. Perché la Chiesa sei tu.

Lorenza Provenzano