"
Beati i poveri perché erediteranno la terra", si legge nei Vangeli. «
Beati i ricchi, perché i poveri sono fessi», replicava a distanza
Osho Rajneesh, guru spirituale degli Arancioni, morto nel 1990.
Consapevolezza, felicità individuale e soprattutto
benessere materiale, vissuto possibilmente senza sensi di colpa: è questa, in sintesi, la promessa di crescita personale a tutto tondo offerta dai movimenti religiosi che rientrano nel calderone New Age, ormai evolutosi concettualmente nell'idea di
Next Age.
Deluse infatti le prospettive di Rinascimento collettivo tese al compiersi di un'imminente
Età dell'Acquario, l'afflato spirituale contemporaneo si traduce in una rassicurante
tecnica che garantisce il
riscatto individuale.
L'
età dell'oro non si colloca più su un orizzonte millenaristico, ma si dà in premio agli sforzi del singolo, che "
pensando positivo" attrae a sé ricchezza, prosperità e
successo.
Insomma, "La miseria non aiuta a essere spirituali.
I poveri pensano ai soldi più dei ricchi", scrive il medico indiano
Deepak Chopra, uno dei vati della cosiddetta "religione della prosperità". Inutile rimarcare che, nel pieno rispetto della tradizione per la quale piove sempre sul bagnato, i ricchi (che possono permettersi di
spendere tempo e denaro nella cura di sé) diventano sempre più ricchi e i poveri (presumibilmente depressi, rancorosi e ripiegati sui propri guai) sempre più poveri.
Se il New Age classico sviluppava anche una
critica del materialismo moderno, il Next Age e i suoi guru ci allettano sulla via di una
mistica del benessere che ci renderà, oltre che più ricchi e felici, anche più
efficienti, quindi più integrati e funzionali al sistema.
Non si può negare che il gioco per alcuni produca risultati considerevoli. "Questo nuovo
mercato della
formazione personale motivazionale - scrive lo studioso Massimo Introvigne - fattura
ogni anno negli Stati Uniti
quattro miliardi di dollari".
Al grido dell'intramontabile slogan
peace&love, le folle di fedeli a stelle e strisce hanno messo in soffitta il crocefisso a favore del
globo, «simbolo di pace e amore», innalzato nel corso di cerimonie più simili a
megaraduni rockettari che a incontri di preghiera.
Sono oltre
1200 negli Stati Uniti, riferisce il
Corriere della Sera, le
chiese da 35mila posti, con annessi
ristoranti e
campi da tennis, dalle quali i telepredicatori celebrano dai megaschermi
messe-show stile
Jesus Christ Superstar, con tanto di
band e fedeli che ondeggiano all'unisono come a un
happening rock.
Gestite come vere e proprie
aziende da pastori che fungono all'occorrenza da
amminustratori delegati, le megachiese americane fatturano decine (in qualche caso centinaia) di milioni di dollari.
La Lakewood Church di
Joel Osteen, pastore celebre negli States, spesso affiancato sul palco dalla biondissima moglie Victoria, conta
600 dipendenti (compresi quelli impiegati nell'annesso
supermarket) e un mutuo da 95 milioni di dollari sottoscritto per ristrutturare un palazzo dello sport più capiente della vecchia sede, in grado di ospitare "solo" settemila posti.
Da dove arrivano i soldi? Finora Osteen non è mai incappato in alcuno scandalo finanziario. Il suo standard di vita è altissimo, ovviamente, ma nei bilanci della congregazione non sono state rilevate irregolarità. Forse non ce n'è bisogno. Alla Chiesa arrivano cospicue
offerte, anche
via internet. E il libro firmato dal "buon pastore" -
Your best life now - è ormai un
bestseller da 4 milioni di copie.
L'America è grande, ma la concorrenza temibile. Poco distante dalla megastruttura di Osteen, sorge la
Second Baptist Church di Edwiin Young, una sorta di
club di lusso per bianchi benestanti, con aree ricreative per i bambini, ristoranti, campi da tennis, palestre e sale per concerti.
«
Dio vi vuole winner not whiner (vincenti, non piagnucolosi)», predica Osteen, preso alla lettera dal "collega"
Creflo Dollar, pastore nero della World Changers Church di Atlanta che, oltre a scorrazzare in
Rolls Royce e possedere ben
due jet, riferisce puntualmente durante le preghiere comuni reportistica di entrate e uscite, con tanto di tabelle e grafici.
Soddisfatti o rimborsati, dunque: i nuovi fedeli sono così, come clienti di una Coop. Perché la Chiesa sei tu.
Lorenza Provenzano