Dio sarà anche morto, come diceva Nietzsche, ma gli
dèi dell'Olimpo godono senz'altro di ottima salute.
Il culto di
Zeus,
Era,
Atena e
Afrodite conquista infatti nuovi seguaci ogni giorno di più. È notizia recente che l'associazione religiosa greca
Ellis - già autorizzata da un tribunale di Atene a celebrare gli antichi culti - sia intenzionata a chiedere di poter offrire
sacrifici agli dèi addirittura nei templi sull'
Acropoli o al
Capo Sunio.
Non è da meno la Magna Grecia. Anche in Italia è in continua crescita la diffusione del politeismo: un successo testimoniato dai tremila adepti della
Federazione Pagana che l'anno scorso si sono ritrovati sotto il
monte Olimpo per un rito nel nome di
Prometeo.
E al pari dei fedeli ateniesi, anche i pagani di stanza in Veneto chiedono alle autorità locali la "protezione del
Luogo adibito al culto della religione Pagana Politeista denominato
Bosco Sacro".
La richiesta parte da
Claudio Simeoni,
fondatore della Federazione e turnista in fonderia - «Mi guadagno il pane lavorando - dice - non certo facendo i tarocchi, tanto per esser chiari», anima di uno dei più seguiti programmi radiofonici del Veneto, sulle frequenze di Radio Gamma 5 di Padova.
Con cadenza settimanale, ogni giovedì Simeoni - «
meccanico, apprendista stregone e guardiano dell'Anticristo» - affronta con gli ascoltatori temi a largo spettro, «dall'importanza della partecipazione politica all'ultimo libro di James Hillman».
Simeoni si definisce "meccanico" perché, spiega, «seguo una via alchemica, che mette in luce i meccanismi sociali, religiosi, sociali e delle relazioni con il mondo», "
apprendista stregone" perché «il nostro compito è plasmare l'energia vitale e trasformarla in corpo luminoso, come
Ercole, che attraverso le sue fatiche
si trasforma in un dio» e "guardiano dell'Anticristo" perché «il
Cristianesimo, che chiede la sottomissione e il compimento della Provvidenza,
ostacola la creazione del corpo luminoso e impone, tramite la religione rivelata, una verità:
il paganesimo è, al contrario, l
ibertà».
Il
corpus mitologico di riferimento è quello «che viene prima di Socrate e di Platone, della filosofia, in sostanza, che attraverso il principio di ragione trasforma l'azione del mito in forma e quantità», spiega Simeoni che, ora 54enne, racconta di un passato politico da
extraparlamentare di sinistra.
«
Volevo cambiare il mondo - racconta -. Non da solo: eravamo in quattro». Quattro amici al bar, insomma, «pieni di rabbia, di
ribellione, di energie che non sapevamo canalizzare: in quelle condizioni si fanno tante sciocchezze. Poi, negli anni '80,
la svolta: ho cominciato un percorso personale di studio della
stregoneria».
Simeoni racconta di essersi esercitato per anni nel «
sognare e nell'arte dell'agguato», prima di elaborare il cosiddetto «
crogiolo dello stregone», un compendio di
19 tecniche alle quali chiunque può attingere per
espandere il proprio potenziale controllando le emozioni e finalizzandole ad attività strategiche.
L'idea di fondo è quella di comprendere le forze («gli dèi») che ci abitano, il loro essere tutte forme di coscienza e di consapevolezza che nascono «dall'Intento, una forza impersonale che sorge da Nera Notte».
Espressioni oscure ai più e tuttavia familiari al gruppo che si riunisce attorno a Simeoni - «tutte persone
dai 30 anni in su, perché questi sono temi che possono affrontare solo uomini e donne con una certa esperienza di vita» -, al quale va riconosciuto il merito di operare con una certa
trasparenza.
«Il nostro
luogo di culto - dice - è
regolarmente registrato come tale alle autorità: non amiamo nasconderci, né ne avremmo motivo, come fanno invece i
Wicca o il filone dei
Tradizionalisti romani».
«Nel
neopaganesimo romano - ha spiegato lo studioso Massimo Introvigne, in un'intervista rilasciata al
Corriere della Sera - ci sono due filoni principali, uno
intellettuale formato da professori ed entusiasti degli studi classici, e l'altro di
estrema destra, nel ricordo della romanità senza Cristianesimo e del fascismo senza Concordato».
Riunioni nelle
catacombe e
riti sull'Appia antica con un'ascia bipenne - analoghi a quelli che avrebbero propiziato in passato l'avvento del fascismo - sono alcuni dei culti propri dei movimenti neopagani romani.
«Il
politeismo è una
minoranza - ha dichiarato il prof. Niola al
Corriere - ma cresce soprattutto come
reazione al Cristianesimo, che ha spezzato il rapporto fra uomo e natura, ritenendo l'uomo superiore».
Quanto ai numeri, «Non saprei dire quanti siamo davvero, noi pagani - ha concluso Simeoni -. Sono
idee che si diffondono a macchia d'olio. Molti leggono le nostre pagine web e poi ciascuno attinge a qualcuna di queste idee, senza affiliarsi in alcun modo», spiega Simeoni.
In effetti, pare proprio che il contagio corra veloce, se è vero che in altri Paesi, come s'è detto, questi gruppi ottengono riconoscimenti istituzionali.
Un paio d'anni fa, il
WCER, il
congresso mondiale dei riti etnici è stato sponsorizzato in
Grecia dal Ministero della Cultura. L'anno scorso, invece, la manifestazione si è svolta ad
Anversa. Insomma, i piccoli pagani crescono. Con buona pace della Chiesa.
Lorenza Provenzano