MILANO, 16 nov - Che Domiziana Giordano fosse il personaggio più scomodo e il prodotto "meno riuscito" di questa edizione dell'Isola dei Famosi lo si era capito. A partire dalla sua forma di ritiro («Mi ritiro perché io me lo posso permettere - velata allusione al cachet che avrebbe perduto? -. Io non c’entro nulla con questi zoticoni dell'Isola») fino al (non) trattamento riservatole al rientro. Dopo la puntata-scontro che aveva visto la Ventura arrivare quasi alle mani con la di lei mamma, il silenzio. Ma più invitata, citata, ricordata dagli altri concorrenti. Come le altre reiette Kris e Kris (colpevoli di essersi ritirate senza una ragione plausibile), la Giordano era finita a scaldare qualche salotto televisivo (spesso di altre reti), non perdendo occasione per criticare il l'Isola e rimarcare la sua estraneità al meccanismo del gioco e ai suoi protagonisti ignoranti e popolari.
Perché, diciamo la verità, di personaggi sopra le righe se ne sono visti tanti in queste quattro edizioni e tutti sono serviti ampiamente a fare audience e contribuire al successo del reality. Con grande gioia della Ventura, ben inteso: da Antonella Elia (non a caso promossa successivamente a opinionista) ad Adriano Pappalardo, da Ceccherini (che fosse stato per Simona sarebbe stato santificato subito) alla mina vagante Den Harrow.
Ma Domiziano Giordano era un'altra storia. Perché a Simona stava proprio "sul gozzo", glielo si leggeva in faccia. Passassero pure (ma a denti stretti, perché SuperSimo è di tutt’altra pasta) la sua saccenza e snobismo culturale, passassero anche l'antipatia elargita a piene mani verso gli altri naufraghi o le accuse di violenza fisica mosse a Ceccherini. Ma che si permettesse pure di accusare autori e conduttori (Brosio in primis) di falsificare i filmati, per dipingerla più cattiva e asociale e far passare solo ciò che a loro faceva comodo; che accusasse insomma l'Isola di essere un "falso" questo proprio no.
E così quello che avrebbe dovuto essere un galà di chiusura, una specie di convivio in armonia tra i concorrenti, che, deposte le armi, festeggiavano a tarallucci e vino il rientro nella civiltà, si è invece trasformato in un’arena crudele tra la conduttrice ruspante e "popolare" e l’artista concettuale cattiva e antipatica a tutti i costi.
Peccato che nel suo tentativo di rendere la Giordano ancora più odiosa di quello che è (e non ce n’era davvero bisogno) Simona abbia giocato un po' sporco e alla fine il risultato le si sia, in parte, ritorto contro. Che necessità c'era di tirar fuori con le pinze dalla bocca dell'"artista pre-raffaellita" il suo curriculum di studio? Ovvio che fosse davvero "tosto". Forse Simona pensava che fosse un bluff e sperava che l'altra confessasse con la coda tra le gambe un "misero" diploma commerciale. Così quando l'altra è partita con «laurea in architettura, Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico, Actor's Studio a New York» la Ventura ha incassato il primo autogol.
Ma il peggio è arrivato dopo, quando Simona ha mandato uno spezzone di un video di arte moderna della Giordano, realizzato nel 1995. Ovvio che far vedere 3 minuti di un lavoro pseudo-futurista di 15 minuti e chiedere a un Chiappucci cosa aveva capito, fosse come sparare sulla Croce Rossa. Ma a questo punto la Giordano è sbottata e con un picco di lucidità ha chiosato: «Simona, ho capito che vuoi mettermi in mezzo a tutti i costi. Ma credimi che con questi mezzucci, stai solo facendo una pessima figura». Secondo autogol.
Terzo episodio: Simona manda due filmati, uno sulla mamma della Giordano (che nel tentativo di rendersi ancora più simpatica urla rivolta alla conduttrice: «Sciacquati la bocca prima di pronunciare il nome di mia madre») e l'altro su quella di Chiappucci. Inutile dire che la seconda è la classica mamma chioccia, tutta amore per la casa e i figli. La seconda invece è "pari sua figlia". Ma soprattutto, è colpevole di aver inveito e accusato la Ventura di essere «salace e scorretta» puntandole il dito contro. Risultato: la conduttrice la mette alla pubblica gogna, accostando il diavolo all'Acqua Santa, la sua aggressività alla simpatia di mamma Chiappucci. Ma anche in questo caso, il gioco sa un po' di impari. Soprattutto perché coinvolgeva due persone assenti e incapaci di difendersi, se vero che dice lo stess Brosio, «nel giornalismo quando si fa un contradditorio è sempre fondamentale che sia presente la controparte».
Alla fine, dopo aver malamente zittito le due Kris che cercavano timidamente di trovare delle scusanti alla Giordano («Non è cattiva, è solo fragile. Tutti si sono preoccupati di condannarne l'atteggiamento aggressivo e antipatico ma mai di capirne le ragioni...») e per questo accusate di «sputare nel piatto in cui hanno lautamente mangiato», la Ventura ha posto fine alla questione con un democratico: «Basta! Qui chiudo. Non voglio più parlarne».
Resta però un certo amaro in bocca, la sensazione che questa volta la conduttrice più amata d'Italia sia scivolata in una sorta di abuso d'autorità e abbia approfittato della sua posizione per accanirsi ferocemente contro qualcuno che le stava personalmente antipatico. A prescindere dal reality. D'altronde, se è vero che la Ventura ha intenzione di lasciare il programma (e, si mormora, anche la Rai), probabilmente si è tolta la soddisfazione di levarsi qualche sassolino dalla scarpa. E quel: «Non me ne importa una mazza» finale, la dice lunga.
Sara Gambèro