Un uomo che negli Anni '80, quelli della dance music imperante, è stato una vera icona e ha venduto milioni di dischi, in Italia e in Europa. Collezionando vittorie al Festivalbar, awards prestigiosi in Germania e in Francia, diventando il punto di riferimento di un’intera generazione. Poi la fine di quel genere musicale, il cambio delle mode e il progressivo oblio per Stefano Zandri, in arte Den Harrow.
Fino al malaugurato giorno in cui ha deciso di accettare di partire per l'Honduras, come riserva della quarta edizione dell'Isola dei Famosi. Malaugurato per noi, costretti ancora una volta ad assistere all'ennesima "caduta degli dei", ovvero alla presa di coscienza di quanto possa essere devastante, e destabilizzante a livello psicologico, per alcuni "famosi" la perdita di notorietà e fortuna. E malaugurato per lui, che, dando ormai per scontata una "lieve" instabilità mentale, sull’Isola sta mostrando il peggio di sé. Compreso un serio problema di personalità dissociata: da superuomo a bambino spaurito e in lacrime. Da Rambo a Calimero, appunto.
Fin dai tempi della palafitta si era lanciato in alcune performance di intelligenza niente male. Tipo rifiutarsi di nuotare e pescare perché uno sciamano gli avrebbe predetto che sarebbe morto mangiato dagli squali (riferimento metaforico al pubblico che lo aspetta al suo ritorno dall’isola?) o tentare di aprire una bottiglia di vino - regalo prezioso della produzione - con un colpo di mannaia.
Ma il meglio è venuto dopo, quando, "grazie" al ritiro di Domiziana Giordano il biondo palestrato è approdato tra i naufraghi ufficiali. E da lì in avanti è stato un exploit di simpatia e civiltà nei confronti dei compagni.
Era entrato da tre minuti che già voleva prendere a calci nel sedere Massimo Ceccherini, reo di averlo scambiato per il fratello della Giordano e a sberle tutti gli altri naufraghi che non lo avevano riconosciuto. Lui "che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo"!
Poi, visto che il ruolo di pescatore ufficiale era già preso (e lui ha la fobia dell'acqua, vedi sopra) e quello di spaccatore di cocchi e capo fuoco pure, ha pensato bene di inventarsene uno nuovo seduta stante: quello del paladino delle cause perse (dei deboli e degli indifesi, dice lui). Peccato che nessuno glielo avesse chiesto o ne sentisse il bisogno.
E così, dopo aver difeso alcune ragazze dalla grinfie di Aceto ( altro personaggio sul quale si sprecherebbero interi manuali di psicologia), che pur avendo 70 anni probabilmente non rientra nella sua concezione di "debole e indifeso" c’è rimasto malissimo perché, a suo dire, non ha ricevuto la giusta riconoscenza dal gruppo. E sì che lui aveva usato la massima diplomazia, come sempre del resto, con poche frasi ma pregnanti ed efficaci , tipo: "Ti prendo a calci in culo fino a domani", "Fantino di sto ca.." o meglio ancora "Ti spacco la testa in due".
Perché il problema di Den, quello che provoca la trasformazione di cui sopra, è proprio questo: quando non si sente apprezzato e ringraziato per le sua azioni da supereroe, lui crolla. E da Rambo 6 si trasforma prima, per circa 30 secondi, in un potenziale serial killer, sbraitando e inveendo contro tutti e minacciando morte e disgrazia. Poi si affloscia come un soufflè, comincia a piangere, la voce si tramuta in quella di un bambino di sei anni sorpreso con le mani nella marmellata e comincia il delirio totale .
Che pena vedere il mito della dance music, l’idolo della generazione dei paninari, che rivolto alla fidanzata (è successo la scorsa settimana e di nuovo ieri sera), grondando lacrimoni e con la voce di un Topo Gigio raffreddato frigna: "In questo mondo sono tutti cattivi", "Vincono sempre i falsi e gli ingrati" "Tu non mi stai tradendo vero"? "Fai sempre la bravina"? E ancora: "Vuoi che resti sull'Isola perché stai meglio senza di me e non mi ami più"? "Scusami se ho rubato del cibo ma avevo tanta tanta fame...".
Dura poco la trasformazione, in men che non si dica Den torna il Rambo gradasso che ormai tutti conosciamo (e preferiamo quasi). Ma quanto basta per guastare l'immagine di supereroe che tanto si sforza di dare.
Senza volersi addentrare nei meandri della mente disturbata di quest'uomo o analizzare i problemi esistenziali e personali che possono aver indotto in lui tali disturbi da "personalità dissociata", quel che certo è che va curato al più presto. O potrebbe accadere l’irreparabile. Perché, come ha predetto il filosofo illuminista Aceto: «Uel pallone gonfiato l’è un peri(c)olo per l’Isola, finisce che ammazza tutti». Ma sai che picco d’ascolti, a quel punto, per la Ventura?
Sara Gambèro