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Non è questione di cul...tura

Notizia del 20 settembre 2006 - 10:49

Per passare il turno basta stare zitte e guardare la telecamera!


Ora è ufficiale, a Miss Italia la cul...tura non conta. Per passare il turno non sereve declamare i versi di Dante, ma starsene zitte per un minuto filato davanti alla telecamera. Capita così, che nel delirio di balletti improvvisati, poesie straziate, piece teatrali seviziate, canzoni brutalmente violentate e di audience in drastico calo (4milioni di telespettatori, -11% rispetto a un anno fa), la trovata migliore l'abbia avuta Lidia Bambini da Città di Castello, Perugia. Non ha fatto altro che sfoderare la cosa migliore che madre natura le ha dato: un paio d'occhi color smeraldo e guardare il camera per il minutino a disposizione. Plebiscito. Facile no? Il pubblico ti fa vincere il concorso di bellezza se mostri e valorizzi qualcosa di bello che hai addosso. Rivoluzionario! Speriamo che l'accoppiata Mirigliani, abbia capito il sagace suggerimento della compaesana della divina Monica Bellucci.

Che la cultura non sia roba da Miss Italia è confermato poi dall'eliminazione di una sprovveduta laziale, tale Veronica Balduzzi, rea di avere citato addirittura Dante. "Tanto gentile e tanto onesta..." ha iniziato a declamare lei, pretendendo come aggravante che a completare il verso del Sommo poeta ci pensasse quel tris di assi della letteratura che sono Aldo Montano, Raffaello Tonon ed Enrico Brignano. Silenzio, imbarazzo ed eliminazione inevitabile.

Poesia sì, purché tirata fuori ad hoc. Così a passare, e alla grande, la miss col sangue maghrebino. Dounia el Moutii, 22enne, bresciana di Breno, dove è nata da due genitori immigrati dal Marocco. Lei, ha portato a Salsomaggiore la questione islam e ha capito tutto. La sua poesia inneggiava alla libertà femminile e a una ragazza musulmana che voleva la libertà e ha trovato la morte da un padre-padrone. Il nome della povera Hina non è venuto fuori, ma il riferimento era chiaro, Stranamente la cosa non ha scatenato le proteste di nessuno e le è valsa il lasciapassare al turno successivo. Così per paradosso il Nord si ritrova con pochissime miss in gara e per giunta una delle poche è marocchina.

A nulla sono infatti valsi gli appelli al voto padano. Le siciliane sono attrezzatissime. E dopo il caso della catanese che si è comprata la pagina del giornale e della palermitana che ha tappezzato di manifesti la sua città, sono sbucati altri stratagemmi raccoglivoti: a Gagliano vicino a Enna è sorto un comitato spontaneo "Pro Angela Caccamo", per spingere la locale bellezza fino al trono di Miss. I soldi non mancano, ce li mette il comune.(LiberoNews)