SPECIALI

Piccole storie, grandi drammi

Notizia del 15 aprile 2005 - 02:00

Alcune testimonianze giunte all'associazione: prevaricazioni e violenze tra i più piccoli


S., è un bambino di 9 anni, iscritto alla terza elementare. È esile e ha un carattere timido e riservato. Quasi tutti i giorni un gruppo di bambini più grandi della stessa scuola lo prendono di mira. Sono in due, a volte in tre, e durante la ricreazione gli si avvicinano e cominciano a spintonarlo; l'obiettivo è la merenda. S. non solo non riesce a difendersi, ma per la vergogna non riesce nemmeno a parlare di questi episodi con i genitori o con gli insegnanti.

E. invece, è una bambina di 10 anni che frequenta la quinta elementare. Un gruppetto di compagne le fa la guerra: spargendo pettegolezzi incredibili sul suo conto, raccontando che si veste male, non alla moda, che è "sfigata". Lo scopo è di allontanarla dall'unica amica che ha all'interno della classe, lasciarla sola, esclusa dal gruppo anche nei momenti di gioco collettivo.

P. è un bambino di 10 anni che ha chiamato Telefono Azzurro perché non sopporta più i modi violenti di una sua compagna di classe. Parlando con rabbia P. confida «all'inizio dava pugni e schiaffi, lei è molto più grande di me, ma adesso mi sbatte anche contro il muro. Lo fa quando gli insegnanti non ci vedono. A volte picchia anche le femmine». P. confessa che ha tentato di parlare con i genitori, ma senza risultati: «loro dicono che è innamorata di me» nel tentativo di sdrammatizzare la situazione, ma in realtà, in questo caso è stato sottovalutato il problema. Infatti, dopo il coinvolgimento da parte dell'operatrice dei genitori, è stato segnalo il problema alla scuola.
 

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