Si intitola Ad un passo dal sogno l’album di debutto della giovane e brava Barbara Cavaleri. La musica è la sua strada, il punto di partenza e di arrivo, una passione incontenibile che le fa compagnia fin da piccola, quando decide di iscriversi al conservatorio a soli 10 anni. Barbara esplora il canto moderno, si avvicina al gospel e dopo alcuni incontri fortunati, dai La Crus al dj musicista Alessio Bertallot, scopre l’elettronica e la tradizione melodica italiana. Nel vasto panorama musicale la Nostra entra in punta di piedi, con garbo ed eleganza.
Che cosa c’è dentro Ad un passo dal sogno?
Sicuramente c’è la voglia di trovare qualcosa di originale, sia dal punto di vista vocale che negli arrangiamenti. Ho cercato di metterci molta sincerità.
Come mai la scelta di avvicinarsi al gospel?
Ho iniziato a respirare quelle atmosfere all’età di 14 anni affascinata dalla possibilità che la voce ha di stupire. Per cinque anni il gospel è stato il mio mondo, ma poi mi sono allontanata per scoprire ed esplorare la tradizione melodica italiana.
Quali voci ti piacevano?
Ascoltavo Ella Fitzgerald, Mina ed Erikah Badu.
Due incontri molto importanti La Crus e Alessio Bertallot?
Leziero Rescigno dei La Crus era mio insegnante all’Accademia per performer di musical. Mi ha detto di farli avere un demo. E’ stato importante, perché loro mi hanno aperto un mondo musicale, prima cantavo solo in inglese, ad esempio. Inoltre ho imparato a sperimentare e ad ascoltare l’elettronica.
E Bertallot?
Alessio è stato il precursore, quando ha sentito Ad un passo dal sogno l’ha voluto subito trasmettere nel suo programma B-Side e ha inserito Perché nella compilation Altrisuoni italiani.
Se tu dovessi rappresentare la tua musica con una fotografia?
Ci sarebbe sicuramente il mare, un campo di fiori e una gabbia o cella che contiene il tutto. Simboli per me importanti che rappresentano la crescita e la propria storia.
Tra gli autori italiani che riferimenti hai o hai avuto?
Fin da piccola ho ascoltato Mina, De Andrè, Battiato e Mia Martini, anche Tenco e Sergio Endrigo. Oggi li ascolto ancora ma con maggiore consapevolezza.
Tra i brani mi è particolarmente piaciuto Paradiso e Inferno e sono rimasto incuriosito da Estate a Lisbona?
In Estate a Lisbona c’è molta della mia vita: le prime esperienze, la Sicilia, l’estate.
Cosa ti aspetti da adesso in poi?
A cuore aperto ti dico che vorrei lavorare. Portare in giro il mio album farlo ascoltare dai palchi.
Gianbattista Pinna