Dicci qualcosa di te. Cosa facevi prima di entrare in sala di registrazione?
Ho fatto il Conservatorio. Ho fatto il batterista per molto tempo, suonando per 8 anni con un gruppo della Brianza, gli Scigad. Ho fatto il turnista alla batteria per un po' di tempo e dopodiché ho iniziato a registrare le canzoni un po' per scherzo insieme a chitarrista e bassisata con cui avevo suonato in precedenza, Alessandro Annibale e Riccardo Pastorini. Abbiamo fatto qualche concerto e un EP autoprodotto registrato in casa dal titolo "Uno specchio un lavandino", che ha avuto delle recensioni insperate. Infine c'è stato il contatto con Stefano Clessi di Eclectic Circus che ci ha proposto di fare questo disco. E poi che dire... sono sposato, ho un figlio. Ho una laurea in psicologia e una specializzazione in medicina.
Ti dedichi completamente alla musica?
Bisogna scegliere per forza? In questo momento sto portando avanti sia il lavoro privato, personale, che quello musicale. Riesco a farlo perché lavoro da privato e riesco a fare tutte e due le cose. La vita del musicista in Italia è piuttosto ardua e non volevo privarmi di nessun beneficio economico.
Cosa ti piace del panorama musicale nostrano?
I cantautori come Samuele Bersani, abbastanza Pacifico, Max Gazzè, Nicolò Fabi. Mi piacevano di più i cantautori degli Anni Settanta, che erano i maestri per eccellenza del cantautorato italiano, avevano un po' più di mordente e più cose da dire. Tutto il resto non è che mi esalti più di tanto.
Spiegaci il titolo del tuo lavoro
È una chiave di lettura di tutti i brani del disco. Vuol dire smettiamola di prenderci in giro e diciamoci le cose per come stanno per davvero.
Tempo di gestazione?
All'incirca in 6-7 mesi a cavallo tra il 2004 e il 2005.
È vero che nella vita a due il caffé non ha sapore?
"Il tuo caffè ha un gusto inutile" è una frase del testo di "Cesare e Bruto", che parla della convivenza. Volevo far risaltare il fatto che l'amore come l'intendo io è un amore delle piccole cose, legato a piccoli particolari e dettagli. Tra questi c'è anche il caffè dal gusto inutile. Si descrive sempre l'amore con termini pazzeschi e ho un po' paura che si sia confuso quello delle telenovelas e delle sit-com con quello reale. Forse questa è anche una chiave di lettura del motivo per cui molti giovani non riescano a stare insieme per tanto tempo.
I testi dei pezzi sono legati strettamente alla tua vita?
I testi solo legati al mio percorso personale. Molti sono stati scritti in un periodo particolari, una delle tante crisi esistenziali che attraversano ciascuno di noi. In quella fase avevo smesso di fare il musicista e avevo deciso che mi sarei dedicato solo all’uni lasciando la musica come passione per tempo libero. Alla fine di questo percorso in parte autoanalitico mi sono ritrovato e mi sono sentito felice, per tanto tempo e lo sono tutt’ora. Mi sono riscoperto e ho deciso di guardare il mondo con occhi nuovi. Quindi le canzoni guardano altri con occhi piuttosto ironici, ma parlo di cose molto oggettive.
A parte una canzone che ironica certo non lo è
Icaro è molto triste ma dato che il disco parla di cose reali, anche questa è una storia vero. Penso di averla impostata in un'ottica molto liberatoria, però.
Stai facendo serate in giro?
Sono in tour, e proseguirà per un annetto almeno. Ho fatto parecchie date anche prima dell'uscita del disco, coi Marta sui Tubi. Ora sono in giro con i miei Kamaboys. Mi diverto. Sono canzoni molto cantate, per cui sono facilmente comunicabili. Le parole si sentono, le canzoni si ascoltano e col pubblico si crea un buon rapporto. E poi sono convinto del fatto che le persone non siano abituate a sentire, specialmente nell'ambiente indie da cui provengo, dei brani cantanti e suonati tra virgolette bene, sono più abituati a musica dissonante e canzoni eccessive in tanti sensi, che ti stupiscono. Quindi il recupero di una certa armonia è stato apprezzato.
Te l'aspettavi?
Avevo l'obbiettivo dichiarato: mi sarebbe piaciuto fare un disco che potessero ascoltare tutti. Una cosa che ho notato è che la cosiddetta musica da giovane non l'ascoltano gli adulti e viceversa. Questa è una cosa che mi rattrista molto. A me piace molto la musica transgenerazionale, che possono ascoltare tutti. Poi puoi metterle il vestito rock, classico, pop, tradizionale, ma sono sempre canzoni.
Alessandra Del Re