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Cinema: l'Italia fa il botto!

Notizia del 13 dicembre 2006 - 12:00

Quest'anno, sotto l'albero, tre film panettone al prezzo di uno: Natale a New York di Neri Parenti con De Sica, Olè dei Vanzina con Boldi, Commediasexi di D’Alatri con Bonolis e Rubini. Qualcosa si sta muovendo?

Mai come questo Natale la sfida al box office natalizio sarà tutta "made in Italy". Se solitamente toccava a Massimo Boldi e Christian De Sica, da soli, vedersela con i colossi a stelle e strisce, dai cartoon alle mega produzioni hollywoodiane, stavolta (e alla faccia della crisi del cinema italiano), si assiste a un vero e proprio schieramento di prodotti italiani doc sotto l'albero.

Ma la cosa più interessante è che per la prima volta, anche registi e attori solitamente non relegati al cosidetto "cinema da panettone", si sono cimentati con entusiasmo nel genere, senza snobismo di sorta. Come Alessandro D'Alatri (regista di Commediasexi), Sergio Rubini, Margherita Buy, Claudio Bisio (che però ha preteso da De Laurentiis, produttore di Natale a New York, che «non gli facesse fare rutti o scorregge...»), Fabio de Luigi e Paolo Bonolis.

E chissà che qualcuno dei nostri non riesca a spuntarla davanti a mostri sacri quali Mel Gibson, che esce con Apocalypto, polpettone sulla civiltà Maya, Ridley e Tony Scott (A good year e Deja vu) e tutta la sfilza di cartoon natalizi in arrivo.

Intanto, per la prima volta da più di 20 anni, la premiata e rodata coppia Boldi- De Sica si è separata. «Colpa di Christian, che nel tempo ha preteso sempre più spazio», dice Massimo. Fatto sta che nessuno dei due ha mancato l'appuntamento, seppur in regime di separazione. De Sica è rimasto fedele alla formula del Natala a… ( quest'anno: ... a New York) per la regia di Neri Parenti e la produzione di De Laurentiis, mentre Boldi ha osato con un film più vero, meno natalizio: Olè, scritto e diretto dai fratelli Vanzina. Che, per la cronaca, sono stati i primi a lanciare la celebre coppia nei primi film natalizi degli anni '80, da Vacanze di Natale in avanti.

A questi due si aggiunga l'esordio festivo di D'Alatri con la sua Commediasexi, protagonisti un esordiente - al cinema - Paolo Bonolis, Sergio Rubini, Margherita Buy ed Elena Santarelli, e la triade natalizia italiana è al completo. Alla base di tutte e tre le pellicole, sulla tradizione della più classica commedia dell’arte, scambi di persone, equivoci, tradimenti e situazioni al limite del grotteso.

E non c'è da stupirsi se, nonostante venga criticato da molti (ma seguito da altrettanti, considerati gli incassi stellari) il "cine-panettone" quest'anno addirittura triplica. Il critico cinematografico Enrico Magrelli dice che «verrà un giorno in cui tutti questi film, quelli dei peti, rutti, dei calci nel sedere e delle poppe estrogenate verranno rivalutati dalla critica. Come reperto antropologico denso di significati reconditi, anafore. Proprio com'è successo nel tempo ai vari Totò, Franco e Ciccio, e perfino al filone erotico trash degli anni '70 dei Banfi e Vitali. Film non colti ma fatti da gente colta, che conosce benissimo il cinema e i meccanismo della farsa».

Lo stesso D'Alatri ha detto, a proposito del suo battesimo nel genere: «In fin dei conti è proprio a Natale che vanno tutti al cinema, che si può dialogare con il grande pubblico. Quello che ha iniziato ad abbandonare il cinema d'autore perché alcune pellicole sono vere mazzate…Io voglio dare divertimento, e così ho provato a fare se non un panettone, almeno un "cine-pandoro"».

Intanto però i "nostri" dovranno vedersela, nella gara al box office, con alcuni mostri sacri. Come i fratelli Scott, Ridley e Tony, in uscita con Un'ottima annata (A good year) e Deja vu, protagonisti rispettivamente Russel Crowe e Denzel Washington e con il colosso Maya Apocalypto di Mel Gibson. E poi ancora con la commedia a stelle e strisce Conciati per le feste con Danny De Vito, con il fantasy Eragon e l'horror Black Christmas.

Per non parlare della sfilza di cartoon e film d'animazione in uscita. Da quello sui pinguini, Happy Feet, che in America ha battuto addirittura il nuovo 007 Daniel Craig, al cartoon ecologista Boog&Elliot-A caccia di amici, fino all'anglo-americano Giù per il tubo, frutto del connubio tra i maghi della plastilina di Wallace&Gromit e il genio irriverente degli animatori di Shrek.

Sicuramente non basteranno un Boldi, un Bisio o un De Sica per vincere l'agguerrita concorrenza. Ma sapere che piano piano i prodotti nostrani, panettoni o pandori che siano, trovano spazio accanto a tanti altri d'esportazione, è comunque un bel regalo di Natale.

Sara Gambèro