Sul set di Manuale d'Amore 2 eri incinta. Una strana coincidenza visto che nel film sei alle prese con il calvario della fecondazione assistita…
Essì. Sono stata fortunata perché ho avuto una gravidanza grandiosa. L'ho tenuta nascosta a tutto il cast (tranne, pare, a Fabio Volo, ndr). Mi portavo dietro sempre qualcosa da mangiare. Ero al terzo mese. Mi sono permessa di rischiare ed è andata bene.
Fare un film sulla fecondazione assistita in Italia non è acqua fresca. Farlo "leggero" ancora di più. Un punto di vista nuovo, al di là delle ideologie…
L'infertilità e la fecondazione assistita sono argomenti delicatissimi. Veronesi ha scelto un punto di vista più umano che politico. Io penso che l'Italia sia un paese di troppe polemiche e poche conclusioni ragionevoli.
E infatti tu e tuo marito (nel film) per avere un figlio siete andati in Spagna…
Qui ci si scontra sempre più spesso con la miopia e la rigidità.
Vivi da molto in Italia. Ti sarai fatta un'idea sui reali motivi della chiusura rispetto a questo genere di questioni…
L'Italia è un paese fortemente cattolico. Per me la religione non dovrebbe avere niente a che fare con la politica. E c'è un’altra cosa che non digerisco: la fecondazione assistita è un dramma che tocca le donne e invece in Italia la politica la fanno soprattutto gli uomini e tutto questo è assurdo. Un uomo non potrà mai capire, figuriamoci prendere delle decisioni che riguardano tutti o schierarsi per un sì o per un no.
Come sei riuscita a calarti in un ruolo così complesso?
Conosco il dramma che c'è dietro un'esperienza del genere. Sapevo solo, essendo in gravidanza, che ero fortunata. Sono andata a senso, ho cercato dentro di me queste emozioni, me le sono immaginate.
Torniamo a te, alla tua nuova "cifra comica" come l'ha chiamata Veronesi (che tra l'altro l'ha pubblicamente ricoperta di complimenti, ndr). È un po' paradossale che il tuo primo ruolo leggero ti veda nei panni di una donna imbottita di ormoni, con un marito sterile e il calvario della fecondazione da affrontare…
Vero, però mi sono trovata benissimo. Anzi, alla fine mi sono detta: io voglio fare solo film così. È tutto più sereno, leggero. Ne ho fatti tanti superdrammatici dove si respirava un'aria pesante anche fuori dal set. Raccontando così il dramma di questa coppia si coglie soprattutto il lato intimo. Poi, sai, con un marito come Fabio è più facile affrontare la vita.
Tra una settimana sarai mamma, maschio o femmina?
Femmina. Si chiamerà Lea.
Barbara Del Pio