SPECIALI

Michael Jackson è innocente

Notizia del 3 maggio 2005 - 18:11

Sentenza di assoluzione totale, sorpresa dell'accusa. Jacko libero


Vittoria totale per Michael Jackson. Il cantante è stato assolto da tutte le accuse dalla giuria californiana che aveva in mano il suo destino. Per dieci volte le parole "not guilty" (non colpevole) sono risuonate nel silenzio assoluto dell'aula: Jackson è stato assolto dai dodici giurati non solo dalle accuse di molestie sessuali ma anche dalle altre imputazioni minori. Una disfatta completa per il procuratore Thomas Sneddon, che ha visto crollare come un castello di carte tutte le accuse. «Giustizia è stata fatta - ha dichiarato Thomas Mesereau, il leader del team legale di Jackson - quest'uomo è innocente. È sempre stato innocente».

Il verdetto è stato letto nell'aula di Santa Maria (California) in un silenzio assoluto. Il giudice Rodney Melville aveva ammonito tutti a non manifestare emozioni. Jackson, ancora più pallido del solito, è rimasto impassibile alla lettura del verdetto. I suoi familiari - i genitori Joe e Katherine, i fratelli Jermanine, Janet e LaToya - si sono tenuti per mano ed hanno sospirato visibilmente di sollievo alla litania di "not guilty". Il verdetto è stato letto senza la presenza di telecamere in aula. Ma un collegamento audio ha consentito agli spettatori all'esterno del tribunale di seguire in diretta la lettura del verdetto.

Una esplosione di gioia ha salutato le dieci assoluzioni (quattro per molestie sessuali, quattro per avere fatto bere sostanze alcoliche a un minorenne, una accusa di complotto per tentato sequestro ed una accusa di tentato abuso sessuale) all'esterno del tribunale: i fans hanno aperto bottiglie di spumante, soffiato nelle trombette di cartone, si sono abbracciati. Una donna ha fatto levare in volo una colomba bianca. In aula il cantante, senza emettere un suono, ha abbracciato il suo avvocato Mesereau, dalla lunga chioma bianca, e gli altri membri del suo team legale. In aula alcune giurate si sono asciugate le lacrime con un fazzolettino.

Jackson è quindi uscito dall'aula, dove per quattro mesi aveva vissuto la sua odissea giudiziaria, senza mormorare una parola, seguito dai familiari, cercando di allontanarsi più rapidamente possibile dal luogo teatro del suo incubo. All'esterno il cantante ha salutato debolmente con una mano i suoi sostenitori urlanti di gioia, lanciando alcuni baci, tenendo una mano sul cuore. Ma non vi sono stati altri gesti di giubilo da parte di Jackson, che all'inizio del processo era saltato in piedi sul tetto della sua vettura, danzando per i suoi fan e prendendosi per questo una severa sgridata (il giorno dopo) dal giudice. Dopo avere ascoltato 141 testimoni, i giurati hanno raggiunto un verdetto dopo 32 ore di discussioni, in sette sessioni (la prima era stata il 3 giugno). «Siamo arrivati in camera di consiglio con le nostre idee - ha spiegato una giurata dopo il verdetto - ma dopo avere esaminato con cura i fatti siamo giunti rapidamente ad un accordo».

Dai commenti dei giurati è emersa in particolare la ostilità della giuria verso la madre dell'accusatore minorenne di Jackson, per avere consentito al figlio di dividere la camera da letto con il cantante a Neverland Ranch. I giurati hanno chiesto anche di vedere rispettata la loro privacy. «Abbiamo sentito il peso dello sguardo del mondo - hanno affermato in un comunicato congiunto - Vi chiediamo di consentirci di tornare alle nostre vite private con la stessa anonimità che avevamo prima del processo».

Il verdetto segna una bruciante sconfitta per Thomas Sneddon, il procuratore che già dieci anni fa aveva tentato di processare Jackson per molestie sessuali ma era stato bloccato da un accordo extragiudiziale tra il cantante e la famiglia della presunta vittima. Alcuni hanno accusato Sneddon di essere animato da propositi di vendetta nei confronti di Jackson e di avere avanzato queste nuove accuse in aula in modo confuso e caotico agevolando il compito della difesa. Il caso presentato dall'accusa dipendeva pesantemente dalla credibilità del minorenne che accusava Jackson di molestie sessuali.

All'epoca dei fatti, nel febbraio 2003, il giovane aveva 13 anni. Sneddon ha presentato in aula una serie di ragazzi presunte vittime di molestie da parte di Jackson in passato dipingendo quindi il cantante come un pedofilo incallito. La difesa si era basata sul passato di piccoli crimini e imbrogli da parte della madre del ragazzo, che già in precedenza aveva cercato di estorcere denaro ad altre celebrità sfruttando la grave malattia del figlio, affetto da cancro.

Dopo quattro mesi di processo, 141 testimoni e oltre 600 elementi presentati alla loro attenzione, i dodici giurati hanno creduto alla difesa del cantante. Per Jackson è la fine di un incubo. Ma la sua immagine è forse distrutta per sempre.(Libero News)