di Alice Voltolina
Loro gruppo suonavano e lavoravano insieme già da 3 anni, ma l'Italia intera li ha scoperti nel '95 a Sanremo, grazie alla loro Le ragazze:
Com'è suonare sul palco in occasione del Premio Carosone?
Un grande piacere e un onore. Questo è un omaggio dovuto per il prestigio del personaggio, un autore e un interprete che a noi sta veramente particolarmente a cuore.
Che legame c'è fra voi e Carosone?
La musica è giocare, lui giocava con la musica, si prendeva il meno possibile sul serio, ma allo stesso tempo era un grande artista. D'altra parte suonare in molte lingue soprattutto anglosassoni si dice proprio "giocare". Credo questo debba essere il senso, la filosofia di vita del musicista. Poi lui univa tutto questo a una grande cultura. Ecco perché per noi è davvero un grande piacere e un onore rendere omaggio al genio di questo grane artista so che suona come una frase di circostanza ma non così. Anche noi giochiamo con la musica, cantando giochiamo con la voce e c sentiamo vicini a lui in questo senso. L'importante è divertirsi e non perdere mai questo spirito. Questo mestiere non si può fare senza trasmettere gioia, perché quando si suona la gente percepisce lo stato d'animo che hai quando Sali sul palco.
So che state preparando un nuovo album, puoi anticiparmi qualcosa?
Abbiamo appena finito di registrarlo da qualche giorno... quindi... posso solo dirti che si tratta di una grossa produzione, con molti ospiti...
Puoi dirmi qualche nome?
Non posso dirti molto, anche per scaramanzia preferisco non svelare di più, però posso dirti che ci sono tutti i più grandi artisti e interpreti della musica italiana, sarà una raccolta di duetti...
Il vostro produttore è sempre Claudio Mattone...
Sì, ci tengo a sottolineare che i produttori sono Claudio e Tullio Mattone che devo dire ha reso la collaborazione ancora più piacevole delle volte precedenti.
Come sono state le vostre esperienze all'estero?
Il clima, il pubblico, cambia completamente. Noi siamo stati in Sud America, in Asia e posso dire che la partecipazione è molto diversa, perché la conoscenza è molto diversa. Li tutti hanno esperienza di cos'è un coro perché in ogni scuola ce n'è uno e quindi sentono molto più vicino il genere musicale a cappella. Qui invece sono casi sporadici. Poi certo uno potrebbe anche dire che forse è meglio perché gioca l'elemento sorpresa, ma per un musicista è triste sapere che non c'è consapevolezza, che manca la conoscenza del proprio lavoro.
Cosa si perde?
Tanti più talenti si potrebbero scoprire, far nascere e coltivare se fosse più conosciuto. Bisogna creare nuovi imput
Mi dicevi che all'estero c'è più consapevolezza e quindi immagino che i vostri concerti siano sempre stati un successo...
Il pubblico è molto diverso, e suonare lontano da casa, magari a 10mila chilometri di distanza, e vedere che la tua musica piace ti dà un riscontro diverso, ti fa capire che quello che fai va bene, è molto gratificante. Poi certo in ogni nazione l'esperienza è un caos a se stante... Abbiamo alcuni fan che addirittura si sono fatti moltissimi chilometri pur di vederci, arrivavano anche da molto lontano. Abbiamo avuto donne col chador cantare in napoletano e in italiano.
Veramente?
Sì, gli ambasciatori dei paesi in cui siamo stati, quelli che dovrebbero incentivare la conoscenza della cultura italiana nel mondo, erano stupiti nel vedere la gente che cantava le nostre canzoni. Addirittura MTV Asia, che ha una gestione completamente autonoma rispetto all'MTV europea, ha anche realizzato un video dalla registrazione di un nostro concerto che poi veniva trasmesso regolarmente. E pensa che mentre qui avevamo difficoltà a far accettare il nostro video, in Asia eravamo al massimo della rotazione integrale.
La musica a cappella sembra quanto di più lontano possa esserci dalla tecnologia: voi come la usate?
Se la pensiamo come surrogato delle capacità allora sì, ma se invece la si pensa come un modo per organizzare le idee o per non perdere qualcosa di emozionante che magari rischia di andare perduto solo perché la registrazione è sporca per una minima nota sbagliata allora è diverso. Noi la usicamo per gli arrangiamenti e per le orchestrazioni.
Qui una meravilgiosa versione di Something in the way she moves (James Taylor) cantata da Massimo De Divitiis: