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Retroscena scottanti

Notizia del 2 dicembre 2007 - 16:00

Amori segreti, favoritismi e particolari inediti. Isola, tutto quel che non avete visto in onda: Facchinetti rivela il dietro le quinte del reality


E brava Miriana. Per settimane, non s'è fatto che parlare della fedifraga Karen Picozzi e del bel finanziere Vittorio, ora invece si scopre che, quatta quatta, la Trevisan ci ha messo del suo per risollevarsi dalla dura lotta alla sopravvivenza in Honduras. La scottante rivelazione viene nientemeno che dall'inviato Francesco Facchinetti, autore di un memoriale per Tv Sorrisi e Canzoni. «L'authority forse non ne avrebbe permesso la diffusione - scrive Facchinetti -. Ma sull'Isola qualcuno pensava di essere a Ultimo Tango a Parigi, anche se il titolo migliore è Ultimo Tanga in Honduras. Ci sono in giro delle immagini top secret, dove si vedono Miriana e Canonico con sopra una coperta. Sotto c'erano loro e chi ha rivisto il filmato giura di aver visto anche qualcuno muoversi. Effusioni di cui è stata impedita la diffusione: e se qualcuno butta tutto su YouTube? Che casino...». Allora, aveva ragione Karen quando attribuiva la colpa dei suoi guai al montaggio?
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Insomma, atmosfera surriscaldata, dal punto di vista ormonale: oltre alle pilloline blu di Sandrino il bancario, che lo trasformavano, scrive con una punta di ironia Facchinetti, in un «lupo mannaro» e alle scorribonde di Karen, cui seguivano le «dieci, cento, mille chiamate agli autori» fatte dal marito, che tentava «disperatamente un contatto telefonico con lei», anche Trevisan e Canonico non hanno propriamente di che lucidarsi l'aureola. Chissà poi perché gli autori li hanno risparmiati: mistero. Comunque è possibile che il chiacchierato Vittorio un certo qual debole per Karen - anche se ora dice che erano solo amici - ce l'avesse davvero: «Un uomo tutto di un pezzo - lo descrive Facchinetti -, ma chissà per quale motivo, ha preferito in una prova far vincere Karen. Del resto anche io l'ho fatto con Kabir Bedi, devo essere sincero. Ma almeno non mi sono fatto sgamare».

«Prosciutto, prosciutto (quello dell'Honduras) - scrive ancora il dj Francesco -. Lo ammetto: ho peccato di buonismo, e spero che Giorgio Gori di Magnolia salti immediatamente al paragrafo successivo! Dovete sapere che una volta ho regalato un panino con prosciutto e mozzarella ai naufraghi. Il prosciutto honduregno non è certamente quello di Parma. Vabbé: l'ho regalato a loro anche se doveva finire a Manuela Villa. "Ragazzi, questo è per Man...", mi sono fatto scappare di bocca. Ma non mi sono fatto beccare. Ops, mi è uscito così». Forse che la produzione del reality avesse fin dal principio un occhio di riguardo verso la Villa, vincitrice annunciata? Anche questo, rimarrà un mistero.

Per il resto, quel che non vediamo davvero, dell'Isola, e che cambierebbe tutta la nostra prospettiva di telespettatori, sono «sono le 120 persone dello staff che instancabilmente rendono possibile ogni puntata, ogni collegamento, ogni cosa. Nessuno li vede, ma ci sono e sono bravissimi - dice Facchinetti -. Ci aggiungo un "mitico, mitico!" dedicato all'Italia, l'unico paese dove è possibile fare un reality così complicato tutto in diretta. I ritorni di eco nell'audio (colpa del satellite) non influiscono minimamente sull'applausometro».

Centoventi su in isolotto che fa parte di un arcipelago sotto tutela naturalistica: i nativi che si lamentano dell'inquinamento ambientale da reality hanno tutte le ragioni. Tanto più che si corrono seri rischi: «Nel bosco Cayo Cochino uno dei protagonisti dell'Isola, di cui eviterò di fare il nome e il cognome per evitare che della questione si interessi la magistratura internazionale, ha rischiato grosso: quasi stava partendo un incendio, scaturito da una banalissima fiamma. Magnolia è prontamente intervenuta e ha spento tutto sul nascere prima che bruciasse una sola foglia». Ci mancano solo le crisi diplomatiche scatenate da produzioni televisive selvagge.

«Neanche i sottotitoli potrebbero far capire quanto puzzano famosi e non famosi sull'Isola! - conclude Facchinetti -. Peggio di un opossum, peggio ancora di un canile! Fuliggine, sudore, sporco in generale, insetti schiacchiati sulla pelle. Bleah! In effetti, anche io puzzavo così: non basta neanche la lavatrice della mamma a far andare via quel terribile marciume. C'è solo una soluzione, bruciare i vestiti». Insomma, bellissime e bellissimi per attirare audience: ma il gioco funziona finché tra noi e loro c'è un oceano di mezzo. (Libero News)