di Giorgia Camandona
A poco più di un’ora dall’inizio della diretta, Simona Ventura si presenta in tuta da ginnastica, pettinata e truccata di tutto punto, sorridente. E ha motivo di esser contenta, in effetti: questa quinta edizione dell’Isola dei famosi, che neppure si doveva fare, è andata benissimo. Quando “Striscia la notizia” le aveva consegnato il tapiro SuperSimo aveva fatto una promessa, una delle sue: «Se quest’anno lo show va meglio degli anni passati, faccio il sexy carwash in diretta». Manterrà la parola, chiede un collega di Tvblog? «Siccome mi sono esposta non posso assolutamente tirarmi indietro, lo farò il 5 dicembre al gala». Aspettiamoci bikini, spugna, sapone e lamiere luccicanti.
«Sono contenta che siano arrivate in finale tre donne contro un uomo solo, questa è già una bella vittoria del genere femminile – dice Simo, con un filo di emozione nella voce -. Prossima edizione? Vediamo, io faccio una cosa alla volta. Vivo un momento felice per “Quelli che il calcio” con ottimi ascolti nonostante il programma sia tutto rinnovato. Per il 2008 ci sono delle proposte molto belle dall’azienda, ma vedremo dopo il 5 dicembre, ultimissima puntata dell’Isola. Faccio quattro o cinque programmi l’anno, vediamo se riesco anche a tirare un po’ il freno. Per me l’Isola era finita l’anno scorso, poi ho cambiato idea, sono tornata, l’ho rifatta e anche molto bene, gli ascolti sono stati ottimi e sono molto contenta. Ci sono miei colleghi che fanno un programma ogni tre o quattro anni e ognuno è un evento, io non sono così».
In una carriera punteggiata di successi, ci sono stati degli scivoloni, uno su tutti, “I Cervelloni” di Rai Uno, ma la Ventura non molla: «Dopo gli errori del passato, quel paio di programmi che non sono andati, magari sono più riflessiva, ma solo per trovare l’energia giusta. Non nascondo che c’è la voglia di non sbagliare più. Un po’ di ansia c’è, rispetto al passato ho imparato a razionalizzare anche se sono una persona passionale, anche nel lavoro».
«La formula famosi-non famosi è stata vincente, il confronto tra personaggi celebri e personaggi comuni è piaciuto molto al pubblico. Non so se lo rifaremo perché ci piace cambiare, ma è stato un successo anche perché abbiamo azzeccato i personaggi. La casalinga come la Decorato e una mamma come la Picozzi, molto diversa, moderna, che va in palestra. Li abbiamo scelti per le loro storie. I non famosi tra l’altro all’inizio hanno messo in atto una strategia vincente, i famosi non hanno saputo reagire per un po’, se non si fossero svegliati i non vip li avrebbero sterminati tutti».
E in proposito, rivolgiamo una domanda a Simona: Karen Picozzi, in un’intervista rilasciata al nostro giornale, ha dichiarato di essere stata usata e manipolata, che la regia ha montato alcuni filmati su di lei ad hoc, per farla passare per antipatica a tutti i costi, perché faceva più audience. La Ventura non ci sta e risponde per le rime: «Ho letto che va in giro a dire queste cose. Vorrà dire che manderemo in onda il suo provino, basterà a capire molte cose. Aveva detto che i gay erano malati e un’altra serie di cosucce. Visto che insiste a dire queste fregnacce mi costringerà a mostrare il casting, così ci si rende conto della situazione. Una come Karen non ci vuole stare, certo, a comparire per come è risultata, ma noi non montiamo le cose ad arte. L’abbiamo scelta come madre, ci ha detto che praticamente era separata dal marito e ora invece… Ho saputo solo dopo che Gasparri era padrino dei suoi figli, come sapete i miei rapporti con Gasparri non sono idilliaci... Le risponderemo a tono, allora sì che verrà fuori la migliore immagine di Karen Picozzi. Spero che il direttore di Rai Due mi dia l’ok, anche se mi spiace perché io l’ho molto difesa. Non l’ho difesa perché si sentiva raccomandata come lei va dicendo, ma l’ho difesa come donna, ma la solidarietà femminile va meritata». Sul tema interviene anche Francesco Facchinetti, inviato in Honduras: «Un giudizio su Karen, come quello del pubblico, l’hanno dato anche i suoi compagni che la vedevano 24 ore su 24, di questo deve rendersi conto».