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Alessandra Del ReColtivarsi qualche piantina di marijuana nella propria casa non sempre è reato, a patto che si riesca a dimostrare che l'uso è personale. Con questa motivazione il
Tribunale di Cagliari lo scorso 28 settembre ha
assolto un ragazzo, denunciato dalle forze dell'ordine perchïé sul suo terrazzo
coltivava due piantine di cannabis. Le motivazioni saranno rese note a fine ottobre. Per ora si suppone che i giudici abbiano fatto riferimento a una sentenza della Cassazione risalente al mese di maggio, e una dall'analogo contenuto risalente a giugno.
Il 10 maggio la VI Sezione Penale della Suprema Corte aveva assolto un ragazzo condannato per avere coltivato sul suo fondo cinque piantine di maria. La Cassazione aveva fatto distinzione tra coltivazione tecnica e detenzione a uso personale: la
coltivazione di poche piantine, cosiddetta domestica, non poteva essere compresa all'interno del concetto tecnico giuridico, ed era perciò stata
equiparata alla detenzione per uso personale. Lo stesso vale per il ragazzo di Cagliari:
la sua mini coltivazione casalinga è lecita perché la marijuana è destinata solo a lui.
I coltivatori casalinghi, come questo ragazzo,
in rete trovano pane per i loro denti: consigli sulla coltivazione, semi e attrezzi per la coltivazione riempiono le vetrine dei negozi virtuali del settore. Perché la
compravendita delle sementi, come quella delle
smart drugs è lecita, e farlo è molto semplice. Così come non è reato vendere ciloom, bilancini, sistemi di irrigazione: lo dimostra
il caso di Matteo Filla. Ma quando si oltrepassa il sottile limite tra il legale e l'illegale, scattano
sequestri e sanzioni, come ci ha spiegato la
Polizia Postale.
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