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La cannabis in rete

Notizia del 18 ottobre 2007 - 15:00

Comprare semi è lecito, ma solo se si intende "collezionarli"


di Alessandra Del Re

Secondo il rapporto del 2006 dell'ufficio per le droghe e il crimine delle Nazioni Unite, la cannabis è la droga illegale più usata al mondo: sono 160 milioni i consumatori. In Italia fumare e coltivare cannabis è reato, (Art.28 e 73 DPR 309/90) a meno che non si disponga di un'apposita autorizzazione (Art.17 DPR 309/90), ma questo non significa che non ci siano consumatori o coltivatori.

La rete dal canto suo dà loro una mano. Come? Per esempio con la vendita dei semi, che in Italia non è vietata: sono infatti esclusi dalla nozione legale di cannabis, cioè non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art. 1, comma 1, lett. B; convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992). I siti che offrono semenze outdoor o indoor sono perciò tutto un fiorire: semitalia.it, sweethemp.it, semini.it, campodicanapa.com, snow-white.nl, sensiseeds.com, whitelabelseeds.com, hipersemillas.com, solo per citarne alcuni. In questi negozi online è possibile reperire semenze di Northern Light, California Special, Afgani, Cristal Paradise, Super Skunk, Blue Mystic, Cyber Cristal, Ice, Early Bud e chi più ne ha più ne metta.

E nonostante i semi siamo ovviamente "da collezionismo", tra i prodotti acquistabili si trovano bilancini, termometri, bustine, cartine, cilum, narghilè, pipe, bong, grinders, sistemi di coltivazione e illuminazione per la coltivazione quali fertilizzanti, pluviometri, vasi, centraline climatiche. Senza contare i manuali che forniscono suggerimenti dettagliati sulla coltivazione, consigli che si possono raccogliere copiosi anche nei forum.

I semi possono essere acquistati ma non è lecito farli germinare. Ciò significa che per esempio li si può collezionare o mangiare (sono ricchi di proteine, vitamine e minerali). La specifica "da collezione", è menzionata in praticamente tutti i siti che commerciano questo tipo di prodotto. Formule come "In Italia la coltivazione di cannabis è vientata, pertanto i semi potranno essere utilizzati solo per altri fini", "non accettiamo alcuna responsabilità riguardo qualsiasi utilizzo illegale dei semi" e "Tutte le informazioni hanno scopo prettamente informativo e non intendono promuovere o incitare l'uso di sostanze illegali" sono le più gettonate.

Questo non ha impedito alla polizia postale, nel luglio 2005, di porre sotto sequestro i siti che fornivano informazioni sulla cannabis, vendevano semi, accessori, e arrestarne il proprietario, Matteo Filla. Parliamo di marijuana.it, semini.it, mariuana.it. La parola fine sulla faccenda è stata posta pochi giorni fa: Filla è stato assolto dalle accuse di istigazione all'uso illecito di stupefacenti, in quanto il fatto non sussiste. Anche la vendita di semi di canapa, che non costituisce reato in territorio italiano, era finita sotto accusa. Filla si è difeso spiegando che la sua attività è quella di fornire informazioni sulla marijuana, non istigare all'uso.

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