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Come indaga la Poltel

Notizia del 18 ottobre 2007 - 15:00

Intervista a Fabiola Treffiletti, commissario capo del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia


di Alessandra Del Re

I siti Italiani che vendono semi e divulgano materiale informativo sulla cannabis sono monitorati dalla polizia postale?
Il monitoraggio della rete internet avviene sempre a 360 gradi, sia per rilevare aspetti di pedopornografia che contenuti illeciti in generale. Sul fenomeno della droga c'è una grande attenzione. Si presta attenzione sia ai siti che possono vendere sostanze stupefacenti e semi, sia quelli dove si diffondono i consigli utili per la coltivazione o indicazioni che possono portare a essa. C'è da dire è difficile trovare siti italiani che vendono direttamente droga. O meglio, ce ne sono diversi ma hanno i server ospitati nei Paesi dove la normativa riguardo la vendita di droga è un po' più "larga", come per esempio l'Olanda.

A quali tipi di droghe si riferisce?
Sulla rete internet le droghe vendute sono fondamentalmente droghe "al limite", funghi allucinogeni, smart drugs. Insomma, tutte quelle sostanze che solo recentemente la normativa italiana ha inserito nelle tabelle, come la salvia divinorum. Questi siti che provvedono a vendere queste droghe non sono ospitati su server italiani, essendo vietato in Italia, ma sfruttano le legislazioni locali che in alcuni casi consentono la vendita. Sono siti che hanno una diffusione a livello mondiale, non nazionale.

In pratica non essendo su server italiani questi siti sono legali?
Dire che vivono nella legalità non è corretto, perché per l'utente italiano è illecito acquistare e importare sostanze stupefacenti vendute dal sito internet straniero. Il problema è che il fenomeno potrebbe essere arginato chiudendo il sito ma subentrano dei problemi, richieste di rogatorie che devono essere avanzate per la rimozione di questi contenuti.

Nel nostro Paese invece?
In Italia la nostra normativa impone alcuni tipi di indicazioni specifiche riguardo alle informazioni sulla coltivazione e soggetti che mettono in vendita direttamente della droga, quindi il sito internet trovato in Italia che vende sostanze stupefacenti verrebbe subito rimosso con provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria. Possiamo dire che in alcuni casi il mondo della rete va un po' a complicare quella che dovrebbe essere la collaborazione giudiziaria per poi rimuovere questi contenuti.

Per l'utente italiano importare queste sostanze da altri Paesi rimane un fenomeno illecito, e subentra una responsabilità di tipo penale. Chi vende a corsa va incontro?
Secondo la normativa italiana ci sono responsabilità anche per chi vende: l'articolo 73del codice sugli stupefacenti (D.P.R. 309/90) prevede delle sanzioni ben specifiche riguardo chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, offre o mette in vendita, cede o riceve a qualsiasi titolo, distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad altri, invia, passa, spedisce. Quindi si includono sia venditore che coltivatore. La difficoltà subentra quando è necessario inquadrare la tipologia di condotta nella normativa presente nello stato in cui è attivo il sito. Una cosa inevitabilmente indispensabile: oltre alla responsabilità del soggetto italiano, è da verificare quella di chi vende e offre le sostanze ma non sta in Italia.

Le difficoltà esistono anche se entrambi i soggetti si trovano in Italia?
La normativa punisce chi mette in vendita delle sostanze stupefacenti specifiche e tabellate. La questione si pone riguardo ai semi: in che modo si possono collocare rispetto alla sostanza effettivamente tabellata? Lì disgraziatamente bisogna valutare quelle che sono sentenze di giurisprudenza o dei casi concreti e trarne le dovute conseguenze. Le faccio un esempio: se c'è un soggetto che ha acquistato semi su internet e durante una perquisizione trovo che questi semi sono serviti per attivare una coltivazione, il soggetto risponderà dell'articolo 73 del codice sugli stupefacenti, poiché al momento del controllo al posto dei semi trovo piante con principi attivi rilevabili dalla scientifica.

Cioè è necessaria una prova tangibile
Se io trovo solo una e-mail in cui il soggetto ha chiesto informazioni sui semini ma non trovo le piante, questo è solo un piccolo elemento che non mi fa andare a supporre una responsabilità più alta. Devono essere trovate una serie di indicazioni che mi vanno a far supporre che l'acquisto di semi e le informazioni date vanno a supportare una coltivazione. Ci devono essere prove specifiche riguardo la finalità della coltivazione o della vendita. L'attività investigava che viene svolta, andando a monitorare quei forum dove sono presenti conversazioni riguardanti semini e strumenti di coltivazione, è proprio quella di non limitarci unicamente al messaggio ma trovare indicazioni aggiuntive, in grado di fare supporre che la persona ha una coltivazione o vende. C'è una rete più articolata rispetto al mero messaggio di chi chiede o fornisce informazioni.

Operate anche sotto copertura?
L'attività sotto copertura nell'ambito della pedofilia ci fornisce la possibilità di andarci a inserire all'interno dei sistemi di comunicazione dei pedofili. Quando invece ci muoviamo nell'ambito della droga l'attività sotto copertura è quella dell'acquisto e della vendita, che però è specifica degli operatori della squadra mobile: non può essere svolta unicamente da noi ma deve esserci una collaborazione. Talvolta dalle indicazioni presenti in rete si cerca di approfondire, andando a vedere chi sono i personaggi in questione e cercando un collegamento tra il mondo della rete e la realtà, per verificare le attività affettivamente compiute. La nostra attività principe è più quella di verificare sulla rete le varie indicazioni, trovarne le paternità e trovare contatti in sede reale. Poi saranno valutate, con la squadra mobile, attività più particolari come quella sotto copertura.

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