di Emanuele Benvenuti
Nel luglio 2005 è stato accusato di incitazione all'uso di stupefacenti e concorso in coltivazione e spaccio. Ha passato cinque giorni in carcere, mentre i suoi siti dedicati alla vendita di gadget ispirati al mondo della marijuana, agli attrezzi e le istruzioni per coltivarla e consumarla e alla vendita di ogni genere di semi venivano sequestrati dalle autorità (per quasi due mesi). Complessivamente si è visto appioppare 53 capi d'imputazione da un magistrato di Santa Maria (un caso?) Capua Vetere ed è finito sui giornali come un delinquente.
Pochi giorni fa, però, Matteo Filla, trentenne trentino, è stato assolto dal Giudice Monocratico di Rovereto perché il fatto non sussiste. La vendita di semi di canapa, in quanto privi di principi attivi psicotropi, in Italia è infatti legittima, così come il commercio di mezzi e informazioni per la loro coltivazione, questa sì illegale.
Prosciolto da ogni addebito Matteo può così dedicarsi completamente e serenamente a Semini.it, Marijuana.it e Mariuana.it, i siti che gli hanno causato non pochi grattacapi ma lo fanno arrivare a fine mese. Non parla volentieri della sua vicenda, ma ha accettato di rispondere ad alcune domande.
Dopo oltre due anni di problemi con la giustizia è finalmente arrivata l'assoluzione con formula piena. Sollevato?
I problemi li ha creati un pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere, io non ho problemi. L'assoluzione mi fa piacere ma non cambia i miei programmi.
A cose fatte, come giudichi la vicenda?
È triste: muovere 500 poliziotti per perquisire 60 abitazioni sulla base di indizi ridicoli è una cosa che solo in Italia può succedere.
I tuoi siti sono tornati attivi dopo un paio di mesi dal sequestro: da una parte vendi "oggetti per la lavorazione" della canapa; dall'altra i semi. Li avevi separati proprio per evitare i rischi di incriminazione?
Diciamo che non ho voluto vendere semi di mariuana su Marijuana.it o Mariuana.it per evitare strumentalizzazioni. Poi la vendita di semi è legale in Italia e possedere un sito non è un reato...
Quanti visitatori ci capitano ogni giorno?
Tra i cinquemila e i diecimila.
Ai tempi del sequestro dicevi che i siti ti davano da vivere: a grandi linee quanto rendono?
Questi sono fatti privati.
Abbiamo ordinato (e regolarmente ricevuto) un pacco di semi: è il numero 13.471. Quanti chili di semi vendi al mese?
Anche questi sono fatti privati.
Hai molti siti concorrenti in Italia?
Basta cercare un po' su Internet.
Le spedizioni avvengono in pacco anonimo. Chi compra semi preferisce farlo di nascosto?
Ovviamente sì, visto che per la coltivazione si rischiano pene peggiori di quelle previste per violenza su una donna.
Come commenti la sentenza di Cagliari per cui coltivare poche piantine di marijuana sul terrazzo non è reato perché sono evidentemente destinate a uso personale?
Il problema dell'Italia è che i giudici e i poliziotti seri sono pochi. Se queste persone avessero un minimo di personalità il problema della coltivazione sarebbe da molto superato e la giustizia si occuperebbe: dello sfascio delle ferrovie, dello sfascio Alitalia, di tutti i soldi che rubano politici e appaltatori, delle strade e infrastrutture che non ci sono... E potrei continuare all'infinito. Invece la gente responsabile di questi danni - quando la scoprono - non fa un giorno di galera, il reato ricade nell'indulto e questi continuano a rubare. Io, incensurato, sono stato arrestato per incitazione all'uso di stupefacenti. Ma così si copre il malaffare.
Hai registrato incrementi di richieste dopo quella sentenza?
No.
Cosa cambieresti della legislazione sulla droga? Ha ancora senso il proibizionismo?
Della legge cambierei tutto, il proibizionismo non ha mai avuto senso.
Per la salute e la lucidità è peggio fumare una canna o darsi al binge drinking (tanti shot in poco tempo per andare "fuori")?
Ognuno deve essere libero di decidere cosa fare: a me piace l'erba, non bere. Quindi, w la ganja!
LO SPECIALE CANNABIS