di Alice Voltolina
Dal blog al libro il passo è breve. Lo sanno bene Anna, Orietta ed Erica, fondatrici nel 2004 della Untiti.Ed casa editrice interamente dedicata alla pubblicazione di autori nati, cresciuti e conosciuti sul web. Con una particolarità che la rende unica nel suo genere: il libro infatti nasce non per l'iniziale impulso creativo dello scrittore (guai poi, per alcuni, a parlare di "scrittori" quando ci si trova di fronte a blog e post) ma su commissione e con un tema ben preciso. Gli autori, di volta in volta, vengono scelti nell'infinito calderone della rete fra i tanti blogger che si sono svelati nei loro racconti. E' Annamaria Palladino (Anna) ha raccontare dell'iniziativa, e a spiegare in che termini si può parlare, nel caso di Untitil.Ed, di editoria on line.
Come è nata l'idea di creare una casa editrice come la Untiti.ed?
La Untiti.ed è nata discutendo su un blog! Un'idea buttata li che poi si è sviluppata. Fin verso la fine del 2004 ancora si sentiva parlare poco dei blog e comunque non erano visti come scrittori, anzi gli scrittori diffidavano molto dei blogger, li consideravano dilettanti frammentari e discontinui, senza vera capacità di scrivere.
In quel periodo è uscita anche un'antologia di racconti di blogger?
Sì, ma noi avevamo già deciso quando è uscita per l'Einaudi La notte dei blogger, curata dalla Lipperini. Un lavoro che tra l'altro ebbe una sorte strana: se ne parlò un po', poi basta. Però molti blog l'attaccarono perché sembrò una vetrina, un trampolino per una possibile scalata di alcune persone alla notorietà letteraria.
Qual è l'idea fondante di Untiti.ed che unisce web e libri?
La nostra idea è: stiamo nella rete e rimaniamo nella rete. Non siamo professionisti della scrittura e dell'editoria e pratichiamo il linguaggio che si pratica in rete, col quale comunichiamo in rete. Ci siamo dette: perché non pubblicare noi le persone che scrivono sul web? Mantenendo però il loro proprio linguaggio. Cioè l'importante è che gli autori mantengano la freschezza di stile che hanno quando scrivono nel blog.
Nel vostro caso però siete voi che andate dai blogger e non il contrario
Abbiamo pensato di pubblicare dei racconti su invito. Non vogliamo delle star: noi scegliamo dei blogger di cui conosciamo e apprezziamo il modo di scrivere e gli commissioniamo un libro che lo rappresenti, coi suoi propri tempi, stile e modo di essere. Non un copia e incolla di una serie di post: uno scritto che abbia la struttura di un romanzo.
Perché questa scelta?
Perché volevamo che l'autore mantenesse il suo proprio stile e linguaggio nato sul web, anche di fronte a un lavoro più esteso e articolato. E' una sfida perché in genere quando l'autore sa di dover scrivere un libro un po' si autocensura. I blogger quando scrivono libri in genere cambiano il modo di scrivere. Certo non li abbiamo fatti lavorare comodi! Ma i risultati sono sempre molto particolari.
Non è un po' distante da quell'idea di immediatezza che dà la scrittura di un blog?
Certe volte si equivoca: si pensa che la scrittura web sia molto rapida, ma non è vero. Anzi. I post sono molto pensati, per la struttura, per i temi. C'è un vero lavoro editoriale dietro, perché chi lo fa per conto suo e liberamente lo fa in maniera molto puntuale e precisa
La scelta di pubblicare i libri senza nome in copertina. Perché?
Come sul web si scrive col nickname, abbiamo pensato di evitare nome e note biografiche dell'autore per evitare privilegi e permettere anche maggiore libertà.
In che termini si può definire la Untiti.ed una casa editrice on line?
Noi partiamo dal web, lavoriamo attraverso il web e i nostri autori scrivono come se scrivessero sul web. Ma volendo fare un vero progetto editoriale gli proponiamo un contratto di edizione, una commissione, proponendo un titolo provvisorio e un'idea condivisa che poi deve essere firmato dall'autore.
Anche gli incontri con gli autori avvengono attraverso al rete?
Generalmente sì, con alcuni non ci si incontra mai: è tutto basato su un rapporto di fiducia personale che inizia e si crea in rete. Noi abbiamo letto loro e loro hanno letto noi. Una volta però abbiamo organizzato un incontro in un agriturismo che abbiamo anche filmato: è stato interessantissimo vedere come persone conosciute sul web si incontravano per la prima volta.
Ricevete proposte da parte dei blogger?
Capitava e ci capita ancora: ma noi accettiamo solo la segnalazione di link e mai testi!
Quali sono le differenze fra voi e "scritto misto"?
Loro si muovevano su un piano opposto: la rete sceglie e noi pubblichiamo. Ma si trattava quasi sempre di blog star. L'idea era: sono bravi, hanno un loro pubblico in rete e questo pubblico comprerà il libro, facevano leva sui famosi della rete, nella rete si è affermato nel tempo l'uso del blog per farsi notare dalle case editrici importanti.
Da quando avete iniziato il mondo dei blog è cambiato?
Il fatto di usare la blogosfera come una vetrina sta cambiando un po' il modo di scrivere in rete. Prima uno scriveva come gli veniva e come gli pareva. Ora se uno sa scrivere percepisce che il blog è importante e poi col web 2.0 aumento contatti, classifiche, network. Ora è tutto più costruito e si usa meno il blog come spazio intimo. Mentre invece noi ci rivolgiamo soprattutto ai blogger di questo secondo tipo.