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Spike Lee al vetriolo

Notizia del 6 settembre 2005 - 10:44

Il regista cult del cinema Black spara a zero sui vertici Usa: «Di Bush non mi stupisco, ma Condoleezza Rice...»


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a Spike Lee in formato DivX


Spike Lee, il regista di punta del Black cinema, è a Milano, dopo la 62esima mostra del cinema di Venezia, e da qui spara a zero sull'amministrazione Bush, rispetto ai ritardi negli interventi in Louisiana, dopo l'uragano Katrina. Ma se rispetto all'operato del presidente degli Stati Uniti non esprime sorpresa, nei confronti di Condoleezza Rice non ha pietà: «Da Bush un comportamento del genere me lo aspettavo, ma che "Condee" nel momento del bisogno fosse a Broadway, a comprarsi scarpe di Jimmy Choo sulla Madison, questo lo trovo assurdo. Si è addirittura permessa di dire che in America non conta essere neri o latini, perché siamo tutti americani. Fandonie!». E poi continua con irruenza e non troppo rispetto verso il Segretario di Stato: «Bush deve averla drogata di eroina, di crack, o deve averle fatto un sortilegio, sennò come avrebbe potuto dimenticare tutti i decenni di schiavitù? Persino alcuni presidenti degli Stati Uniti, come Jefferson, sapevano cosa fossero i problemi di razza!».

Occasione dell'incontro con il regista di "Fa' la cosa giusta", "Malcom X" e "La 25esima ora" è stata la presentazione a Milano dello spot dell'ultima Bmw Serie 3 Touring, che Lee ha girato a Buenos Aires. Alla conferenza stampa le domande sullo spot vengono sopraffatte da quelle più politiche e Spike non si tira certo indietro: «Il presidente Bush - ha continuato l'autore di "She hate me" con Monica Bellucci - è stato votato, non dimentichiamolo, anche da una maggioranza della popolazione nera degli stati del Sud degli Stati Uniti, dalla Georgia all'Alabama. Persone che sono state colpite e che hanno votato per George Bush. In questo momento tutte queste persone giungono in aiuto alla Guardia Nazionale, quelli che sono stati richiamati dall'Iraq, dove sono finiti tutti i soldi per la politica estera. Io quando questo dramma si è consumato a New Orleans, ero negli Stati Uniti, ma ho dovuto prendere un volo per venire qui in Europa perché dovevo presenziare al festival di Venezia, per la partecipazione del mio film ("All the invisible children" - ndr), ma quando sui media, su Skynews, su Cnn ho assistito a questo terribile dramma è stato un colpo terribile per me. E vedere l'umanità messa in ginocchio da questa situazione ha dimostrato al mondo che anche nei paesi cosiddetti benestanti come gli Stati uniti - ha spiegato - esiste una sottoclasse di persone, di bambini che si svegliano alla mattina e vanno a letto alla sera vanno con la fame, e questo dimostra cosa abbia fatto davvero la politica di Bush: se sei povero, nero o di qualsiasi colore, a nessuno importa».

Spike Lee ha poi parlato della propria professione di cineasta a 360 gradi, del fatto che girare un film, uno spot o un video musicale dal punto di vista del mestiere di regista sia esattamente la stessa cosa. Gli abbiamo chiesto, da "Lola darling" (il suo primo film del 1986) a oggi che cosa è cambiato nel suo lavoro di regista? «È una domanda molto interessante perché l'anno prossimo celebreremo il 20esimo anniversario di "Lola darling" che invecchia, ha qualche annetto in più ma diventa migliore con il passare del tempo». Il suo ultimo spot promuove un'automobile di lusso, qual è il suo rapporto personale con gli oggetti costosi? «Ne ho qualcuno. Gli orologi, mi piacciono molto». In realtà Spike Lee sembra essere una persona molto elegante, ma semplice. All'appuntamento milanese si è presentato in un completo grigio metallizzato, (forse per essere in tono con l'automobile dello spot), con una copia dell'"Herald Tribune" in tasca e senza ostentare guardie del corpo. Spike Lee ha anche parlato del film che ha appena finito di girare, il suo 19esimo film. L'anno prossimo sarà nelle sale il suo nuovo lungometraggio, "Inside man" con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster e Willem Dafoe. Spike Lee accenna alla storia: una grossa rapina in banca nella Grande Mela con oltre 50 ostaggi. «Sarà un film pieno di azione - spiega Lee - in cui Denzel Washington fa la parte di un detective di New York». Uscirà negli Stati Uniti a marzo 2006 e non si sa ancora se verrà presentato a Berlino o a Cannes.

Daniele Passanante