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I vestiti me li faccio io

Notizia del 26 aprile 2006 - 17:30

Dopo anni passati a indossare abiti disegnati da altri, le modelle prendono in mano la matita

Sarà che la carriera di modella finisce presto, sarà che molte hanno l’ansia di sistemarsi per il futuro, sarà che nessuna vuole lasciare il mondo dorato della moda… O, più probabilmente, sarà che avendo sfilato per anni, le ragazze sentono di avere il curriculum a posto per poter intraprendere la carriera di stiliste. Sempre più top model, in definitiva, scelgono di sfruttare la notorietà acquisita per prendere in mano la matita e buttarsi nel circuito. Il discorso è sempre quello che si fa in questi casi, quando una celebrità dello showbusiness lancia una propria linea di abiti: li avrà solo firmati o anche disegnati? E soprattutto: l’operazione è redditizia o il solito flop? Diciamo che lo scopo primario – ovvero rimanere a galla il più a lungo possibile e far parlare di sé – lo si raggiunge nella maggior parte dei casi. Poi tutto dipende dalla distribuzione: se si vende soltanto online fare cassa diventa difficoltoso, se si finisce nel circuito di qualche grossa catena il gioco è fatto, altrimenti rimangono sempre i negozi monomarca col proprio nome, ma tocca davvero essere bravi per sfondare. In ogni caso la lista di chi ci prova è assai lunga…

Mila Jovovic ha dato vita a una sua linea d’abbigliamento insieme all’amica ed ex collega Carmen Hawk: abiti molto femminili, dalle linee delicate e un po’ antiche, realizzati utilizzando soltanto stoffe vintage. Pamela Anderson, invece, vende accessori: orecchini, cinture, braccialetti, borse e quant’altro. Tutto all’insegna del glamour e della difesa degli animali. Parte dei ricavi vanno infatti all’associazione vegana Peta e nessun oggetto è stato realizzato con pellami, piume o pellicce. Elizabeth Hurley disegna costumi, la sua etichetta si chiama “Beach” ma si trova soltanto in Inghilterra. Anne Nicole Smith (ex modella ma anche ex coniglietta di Playboy) ha fatto sapere di volersi buttare anche lei nel business con abiti che lei stessa ha definito “Tex-Sex”. Ma ci sta ancora lavorando. Christy Turlington (una delle top più note e più pagate degli anni Novanta, insieme a Cindy Crawford, Naomi e Claudia Schiffer), in quanto appassionata di yoga, ha disegnato per la Puma una linea di scarpe pensate proprio per chi pratica questa disciplina: le Nuala, parola che significa “meditation in motion”.

Storie di successo? Ce ne sono. "Intimates" di Elle Macpherson, è sulla piazza da ben 12 anni e continua a vendere. Anche se, va detto, i reggiseni e le mutandine non sono niente di speciale. Veterana della moda da negozio è anche Jaclyn Smith, ex “Charlie’s Angels” che ha venduto ben 40 milioni di pezzi della sua collezione alla grande catena di distribuzione Kmart. Le gemelline Mary-Kate e Ashley Olsen (attrici e modelle) hanno ottenuto di poter vendere la loro collezione per giovani e giovanissime nei grandi magazzini Wal-Mart e il loro impero si aggira ora intorno al milione di dollari, centesimo più, centesimo meno.

La supersexyJordan Price, avendo odorato l’affare, ha detto che sta lavorando a una linea di lingerie tutta sua, molto sensuale, molto incentrata sul suo colore preferito: il rosa gomma da masticare. Le etichette avranno come logo il suo ritratto in forma di cartone animato. Siamo tutti in attesa. In Italia? Nina Moric ha messo in commercio anche lei una linea di intimo (pare che disegnare mutandine sia un’attività gettonatissima) e Samantha De Grenet alcune cosiddette “t-shirt parlanti”, magliette con scritte più o meno divertenti e/o provocatorie. Le altre latitano, ma d’altra parte le nostre modelle preferiscono il cinema.

Giorgia Camandona