Sul suo sito è molto duro nei confronti dei critici di Rol («È solo la loro avidya, o ignoranza, a spingerli a formulare tali richieste», «Se tu avessi i "poteri" di Rol, ragioneresti in modo assai diverso da come sei abituato a fare... e forse comprenderesti che vi sono ben altri benefici, non monopolizzabili da nessuno... che puoi apportare alla comunità umana»). La sua sembra una forma, anche se opposta, di pregiudizio.
La mia critica è molto dura nei confronti di coloro che, pur non avendo conosciuto Rol, cercano in tutti i modi di screditarlo. Vi è uno sparuto ma agguerrito gruppo di persone scettiche che ha messo Rol sul banco degli imputati, accusandolo di frode. Io non ho fatto altro che predere le sue difese. La cosa più sorprendente è che i detrattori non sono semplici persone che dubitano (siamo consapevoli di quanto sia difficile credere a certe cose, e rispettiamo chi dubita) ma sembrano non essere minimamente interessati ad analizzare il "caso Rol" con l'obiettività e la razionalità che sarebbe necessaria in qualsiasi "giallo" che si rispetti. Ho più volte riscontrato il tentativo di insabbiare certe fondamentali informazioni (come quella che ben tre prestigiatori hanno conosciuto Rol, due dei quali hanno anche visto i suoi esperimenti senza riscontrare alcun trucco). È anche frequente la distorsione delle testimonianze al fine di voler dimostrare le loro tesi. Quando si ha a che fare con dei bugiardi, la critica non può che essere dura e senza sconti.
Lei scrive a proposito della sfera religiosa, che gli incompetenti sono la stragrande maggioranza e che chi vuole capire al di là delle apparenze non deve cercare comode soluzioni ma iniziare un suo percorso di ricerca. Non pensa che forse al termine del loro percorso di ricerca sono arrivati a risposte diverse dalle sue?
Le tradizioni metafisiche di qualsiasi tempo e luogo conducono alle medesime risposte. Le religioni appaiono differenti come differente appare la parola Verità, o qualsiasi altra parola, pronunciata in lingue diverse. Vi sono persone che vorrebbero la spiegazione, quasi la formula, di ciò che faceva Rol su un piatto d'argento. Ma i tesori non si trovano in mezzo alla strada, è necessario faticare per trovarli. E la fatica è un ingrediente fondamentale per la comprensione del significato, della forma e dell'essenza del tesoro stesso.
Lei non ha mai avuto dubbi su Gustavo Rol?
Sì, li ho avuti una sola volta. Nel 1999 un mio amico mi fece leggere cosa aveva scritto Piero Angela, fondatore del Cicap, su di lui. Angela aveva incontrato Gustavo nel 1978, nell'ambito di una inchiesta sui fenomeni paranormali. Era stato ospitato a casa sua in due occasioni. Aveva assistito a degli esperimenti, e non aveva palesato alcuna perplessità. Successivamente, quello stesso anno, in un suo libro scrisse che secondo lui si trattava di giochi di prestigio alla portata di qualsiasi bravo prestigiatore. Pur conoscendo questa vicenda, non sapevo che cosa ne avesse scritto Angela. Accadde, appunto, solo 20 anni dopo, e fu allora che mi vennero dei dubbi, anche perché lo consideravo un bravo giornalista e apprezzavo i suoi documentari. Ma durò poco. Quando capii che non solo si sbagliava, ma mentiva, decisi che era il caso di controbattere. Per questo, qualche mese dopo, fondai una associazione e creai questo sito internet.
Sul sito scrive che molti sostengono di averlo visto (dopo la sua morte) e non esclude che possa essere vero. A lei è mai successo?
No, a me non è capitato. Talvolta percepisco la sua presenza, ma si tratta di una questione facile a fraintendersi e non è agevole parlarne. Così come sarebbe difficile spiegare a un cieco i colori o a un ragazzo che ancora non si è innamorato che cosa sia l'amore.
Si dice che molti personaggi noti, del mondo politico e del mondo dello spettacolo si rivolgessero a lui. Qualcuno, anche non famoso, si rivolge a lei?
Avendo un sito internet a tutti accessibile, spesso mi vengono richieste spiegazioni o informazioni più particolareggiate sulla vita e l'insegnamento di Gustavo Rol o quali biografie siano meglio di altre. Per quanto possibile, cerco di essere utile.
Quale eredità ha lasciato Gustavo Rol?
Esiste un particolare stato di coscienza, che Rol chiama "coscienza sublime" e che gli indù chiamano "samadhi" o "nirvana" attraverso il quale si giunge alla consapevolezza del proprio spirito immortale e quindi dell'Intelligenza Divina. In questo stato si comprende che la morte non esiste e che la vita è una prova che noi stessi abbiamo deciso di affrontare prima di nascere. In questa coscienza sublime le barriere di spazio tempo e materia vengono superate e l'uomo, vicario di Dio, può compiere miracoli sulla Terra. Quando ogni uomo sarà il procuratore di Dio sulla Terra, allora l'umanità ritroverà l'Età dell'Oro e vi sarà la pace tra tutti gli uomini. Questo il desiderio di Rol, che è poi il desiderio, per non dire la certezza, di ogni grande maestro spirituale.
Manuela Magistris