SPECIALI

L'ora degli sciacalli

Notizia del 8 aprile 2009 - 16:30

Onna, fermati due ladri con 80mila euro di refurtiva: sono italiani. Rafforzata la presenza della forze dell'ordine a presidio di paesini fantasma, abbandonati dagli abitanti


AGGIORNAMENTO, ore 16.30 8/4/2009 - La polizia ha arrestato oggi due sciacalli a Onna, nei pressi dell'Aquila, uno dei paesi più colpiti dal terremoto. I due sciacalli, italiani, sono stati arrestati con 80mila euro di refurtiva. Proprio questa mattina la polizia di Stato ha annunciato la costituzione di una speciale squadra antisciacalli guidata dal vice questore aggiunto Massimo Capozzi. Il gruppo è costituito da 90 agenti che costituiscono pattuglie di 5 poliziotti e che si muovono in raccordo con i vigili del fuoco proprio perché si trovano ad operare in luoghi spesso di difficile accesso. Il compito della squadra anti sciacallaggio è proprio quella di contrastare quello che lo stesso presidente del Consiglio ha definito "fenomeno odioso".

***

Non hanno nemmeno lasciato raffreddare i cadaveri, incuranti persino dell'idea che, sepolte vive sotto le macerie, ci fossero persone in attesa di soccorso: la barbarie degli sciacalli non si è fermata di fronte a niente. Nell'immediatezza del disastro, si sono infatti verificati subito i primi furti: «Questa notte - ha denunciato il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane - pochi minuti dopo la scossa erano già in circolazione, sia nel centro dell'Aquila, che nei paesini della provincia. Abbiamo immediatamente avvertito la polizia - ha aggiunto - e loro sono già a lavoro».

 

Non sono ancora noti né i particolari degli episodi né le generalità delle persone sorprese a frugare negli appartamenti abbandonati dagli sfollati, tuttavia sono diversi i fermati già condotti in questura e chiamati a rispondere di sciacallaggio. Quindi oltre all'ingente presenza di operatori della Protezione civile e della Croce Rossa, di volontari di diverse associazioni umanitarie, di Vigili del Fuoco e di forze dell'ordine, l'Arma dei Carabinieri ha inviato nelle zone colpite un centinaio di uomini per presidiare i paesini fantasma ormai abbandonati dagli abitanti.

Molti dei quali, nella consapevolezza che perfino nelle tragedie si affacciano insieme solidarietà da un lato e delinquenza dall'altro, hanno preferito passare la notte nelle tende "familiari" o sulle brande da campo nelle tensostrutture allestite dalla Protezione civile piuttosto che alloggiare nei più comodi e caldi alberghi della costa abruzzese. Tutto nell'ansia di non allontanarsi troppo dalle proprie case, ancorché distrutte. Una preoccupazione rivelatasi fondata, nello sgomento generale. «Ho visto arrivare nella tendopoli adibita a questura degli arrestati - ha confermato il capo della Polizia, Antonio Manganelli - sorpresi mentre rubavano nelle case abbandonate. È una triste consuetudine». (Libero News)