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«Aspetti che tutto crolli»

Notizia del 6 aprile 2009 - 09:30

La tragedia raccontata dai blogger. «La mia casa è distrutta... Il tetto è rimasto su solo sopra la mia camera... E mamma... mamma non c'è più». «La mia piccola ha iniziato ad urlare, siamo corsi in camera... tutti i pupazzi a terra»


Drammatico il racconto di RossoTrevi: «Alle 3.40 il cellulare suona. Vedo chi è. È lui. Immediato il pensiero... Il terremoto. Provo a chiamarlo e non risponde. Riprovo, risponde. Sembra una voce che proviene dall'oltretomba. Piange, è disperato. "Cosa è successo??". "Ross, il terremoto. È stato terribile... La mia casa è distrutta... Il tetto è rimasto su solo sopra la mia camera... E mamma... mamma non c'è più... Non ce l'ho fatta Ross... Non ce l'ho fatta a prenderla, a raggiungerla. C'era buio... è buio qui... sono riuscito ad uscire solo io... Dio... Siamo scappati dal paese, crollava tutto... Dio mio, come farò?". Il resto della conversazione sono lacrime che mi arrivano come pugnalate al cuore e mi impediscono di parlare... Riesco a dire due frasi di circostanza , dette da chi ha un tetto sulla testa, una coperta sulle gambe e la luce in casa.Vorrei avere un paio d'ali e volare da lui per abbracciarlo, per stargli accanto in un momento così e invece sono qua, piena di un senso di impotenza che mi gonfia il cuore... Accendo la tv e una televisione regionale (Intanto sono le 4.30) ha appena annunciato del terremoto. È già trascorsa un'ora quindi, senza che nè Internet (ho acceso anche il pc per controllare e solo l'Ansa dà una scarna notizia) nè la tv dica nulla di quella che poi è stata una tragedia per l'Abruzzo e L'Aquila in particolare. E Max è di L'Aquila. Il telecronista regionale riceve telefonate in diretta di gente che è in strada, in piazza, con davanti palazzi crollati, buchi che si sono aperti nelle strade, senza luce, con un puzzo di gas in giro. Sono le 5 e chi racconta in diretta dice che la gente è sola in mezzo alle piazze, feriti che sono lasciati li perchè non c'è polizia, non ci sono carabinieri, infermieri... Su sky dicono che la macchina dei soccorsi si è attivata subito... Dove? Quando? Alle 7 di stamattina c'erano sepolti vivi che forse si potevano salvare se fossero arrivate le gru per sollevare travi... Il bilancio degli sfollati è enorme, il numero dei morti è un punto interrogativo, l'ospedale civile è per metà crollato e forse lo devono pure sgomberare... E poi intervistano i soliti politici che promettono e si fanno i complimenti a vicenda per la celerità dei soccorsi».

«Dormivo. Un'ondata speventosamente lunga ha scosso la terra. Non si può che aver terrore. Immobile e impotente - scrive Rizoma, che vive in provincia de L'Aquila, sul suo blog -. Mio fratello? Il mio nipotino? I miei genitori? L'uomo che amo? La mente è solo immagini. Scorrono facce e sentimenti. Aspetti che tutto crolli. Senti gli oggetti cadere. Libri a terra, cornici che si spaccano, bottiglie che rotolano. E buio. Un buio che pensi possa non finire. Capisci e non sai cosa fare. Speri solo che abbia fine. E infatti finisce. E ti manca il fiato e trema anche il cuore. Non piangi ma l'angoscia non ti abbandona. Cerchi informazioni, cerchi di capire e sapere. È col giorno che arriva il dramma, e sembra ancora più terribile».

«In quei momenti senti il mondo vacillarti sotto i piedi, io ho vissuto il terremoto dell'80, in Campania - ricorda Lucycarmel - , e infatti quando ho sentito le prime notizie ho rivissuto tutti quegli attimi di paura, non sai che fare, sei in balia di sensazioni tra paura e panico, poi quando tutto finisce,ti giri intorno e vedi tutte le macerie, non riesci a renderti conto di tutto il macello,si vedono tante persone stravolte, gente che scava con le mani,chi cerca i familiari, ognuno fa quello che può. In que sti momenti si pensa di tutto, anche che forse e arrivata la tua ora».

«"Questa è stata proprio tosta". È la prima cosa che ho pensato questa notte verso le 3:30, quando mi sono svegliato in preda a un forte senso di vertigine. Poi ho sentito vibrare l'anta dell'armadio che avevo lasciato aperta, quindi un quadro e diversi suppellettili cadere - racconta Riflessi Digitali -. Mi sono alzato, l'ingresso era pieno di vetri in frantumi, e dalle tubature degli scarichi dei bagni e della cucina, proveniva un sinistro rigurgito. È stato così per una trentina di secondi, ma è sembrata un'eternità!».

«Sono in preda all'ansia... - racconta Coffee Break- mi sono svegliato da poco con la notizia del terremoto devastante di L'Aquila... ad ora le vittime accertate sono una ventina... Cerco di chiamare la mia amica K. da quasi un'oretta ormai... è irraggiungibile... provo con il suo negozio... libero... ma non risponde nessuno. Ho spento la tele, le immagini mi fanno troppo male. Mi viene da piangere... se potessi prenderei la macchina e la raggiungerei ma hanno chiuso tutte le vie d'accesso... Riprovo a telefonare... che sensazione di merda l'impotenza».

«La mia regione stanotte è stata colpita da un devastante sisma - scrive Il mondo in testa -, chiedo a tutti voi la propria solidarietà partecipando in ogni modo possibile. Vi parlo come abruzzese, vi parlo come volontario di protezione civile. Fin da ora vi ringrazio perchè sono sicuro del bon cuore degli Italiani. Alcuni consigli in caso di terremoto:
- METTERSI SOTTO AL TAVOLO O SOTTO I BANCHI PER GLI STUDENTI METTERSI SOTTO GLI ARCHI TRAVI DELLE PORTE
- INDIVIDUARE I MURI PORTANTI E APPOGGIARSI AD ESSI STARE LONTANO DALLE FINESTRE
- STARE LONTANO DA SOPRAMOBILI E MOBILI PENSILI
- NON USARE L'ASCENSORE NON SCENDERE LE SCALE DALLA PARTE DEL PASSAMANO O AL CENTRO MA DALLA PARTE ATTACCATA AL MURO
- NON AFFACCIARSI AL BALCONE O DALLE FINESTRE
- NON PRECIPITARSI FUORI DURANTE LA SCOSSA MA ASPETTARE CHE SIA FINITA UNA VOLTA FUORI
- STARE LONTANI DA TRALICCI E DALLE CASE CHE POTREBBERO ESSERE DANNEGGIATE
- NON ACCENDERE LA LUCE PERCHE' POTREBBERO ESSERCI DANNI ALLE TUBATURE DEL GAS
- NON INTRALCIARE I SOCCORSI E LASCIARE IL PIU' POSSIBILE LE LINEE TELEFONICHE»

«Sciame sismico, qualcosa che chi ha vissuto i terremoti ricorda: i lampadari che ondeggiano un po', quel senso di nausea e poi la vita continua. Di scosse da ottobre ad oggi in provincia di L'Aquila ce n'erano state almeno 200, ha confermato in queste ore il professor Giulio Selvaggi dell'Istituto nazionale di geofisica - si legge su Ciuffopensiero -. Anche se per la ricerca scientifica i terremoti non si possono prevedere, qualcuno nei giorni scorsi l'aveva fatto ed è stato accusato di "procurato allarme", quindi denunciato di conseguenza. Nei giorni scorsi TUTTI si erano lanciati contro il fisico con tracotanza ed arroganza. In un'intervista televisiva ( che fa sempre bene alla salute) il responsabile della Protezione Civile (??!!??) della zona aveva avuto parole dure e sprezzanti contro il suddetto... Ci sarebbe da sbudellarsi dalle risate se non ci fossero dei morti

«Dalla tg ho scoperto che l'epicentro è stata l'Aquila.. mentre io abito in umbria... - racconta Luna -. La mia piccola ha iniziato ad urlare... siamo corsi in camera... tutti i pupazzi a terra... tutte le cose messe in mensola sono cadute... abbiamo preso coperte e in pigiama siamo scesi in macchina... lontano da casa. I cellulari non funzionavano... È stata una notte davvero brutta..ho acceso la tv... ed ho visto i danni che ha fatto in Abruzzo... il mio cuore..va a loro... a tutte quelle persone che si ritrovano sotto le macerie, a tutte quelle persone spaventate perchè essendoci passata anni fa so cosa vuol dire sentire un terremoto cosi forte. All'epoca aspettavo un bambino e dalla grande paura lo persi».