Ciao Darwin non è trashE se lo dice Bonolis...
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di Libero News
"Ascolti, vince Ciao Darwin. Quasi 6 mln di spetattori per la trasmissione di Paolo Bonolis. La quinta puntata di Ciao Darwin 6-La regressione su Canale 5 ha vinto la serata con 5.964.443 spettatori, pari ad un share del 25,75". Agenzia dell'Ansa di domenica. "La trasmissione condotta da Bonolis ha battuto nuovamente la contro programmazione" (Ciak si canta, Mi manda Rai3, Crimini).
Peccato non si sottolinei anche che il "carnevale dell’anima" (ipse dixit) di volpone Bonolis oltre a far scivolare vesti e sottovesti delle bonazze schierate in prima linea sta a sua volta lentamente scivolando negli ascolti. Lo share è passato dal 31% della prima puntata al 25, 75 di quest’ultima. E gli ascolti da 6,8 a 6,7 fino a 5,9 di sabato 17 aprile.
Sul web si moltiplicano i commenti di biasimo del programma e le mobilitazioni per boicottarlo. Si legge su Cinemotore: "Pensate che a Ciao Darwin c'è una nostra amica che fa la ballerina e noi neanche l'abbiamo riconosciuta perché di lei hanno inquadrato sempre solo il suo c... e le immagini sfocate dei loro visi. Una studia 20 anni danza per uno stacco sulle chiappe".
"Era ora (in riferimento al crollo dello share) che qualcuno capisse che la tv non è un club privé dove far vedere che la casalinga è più trasgressiva della pornostar. Forse prima o poi qualcuno capirà che si possono fare programmi anche divertenti ma dove il cool non deve far rima con c…da riprendere in primo piano".
Bonolis nel difendere "nonostante tutto e tutti" la sua creatura continua a ripetere, usando quella proprietà di linguaggio che gli compete e di cui fa generosamente sfoggio nel programma (creando un evidente attrito con i contenuti): «Darwin è dall’inizio dichiarato quello che è ovvero un carnevale dell’anima e uno specchio che appare deformante ma in realtà è raddrizzante rispetto ad una realtà deformata. Questo vuole essere questo spettacolo, dove si ride delle cose più goliardiche, con allegria, facilità e buona disposizione d’animo».
Eppure più che assistere a risate goliardiche, le inquadrature sul pubblico catturano sguardi ipnotizzati e inebetiti da tanta nudità spudoratamente e sfacciatamente esibita. Che nemmeno i commenti ironici e aulici del presentatore riescono a elevare a uno stadio di accettabile dignità.
Ma Bonolis se la ride, soddisfatto e compiaciuto. Perché far leva sugli istinti più primitivi ed elementari dell’uomo, sulla "carnazza", è da sempre il mezzo più facile per fare ascolti. Se non fosse che sto giro qualcosa dev'essersi inceppato. Che ne abbia mostrata troppa, facendo rischiare l’indigestione, o che il pubblico abbia sentito la necessità di rialzare la testa (e lo sguardo)?
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