di Libero News
In tutto questo marasma, chi è passato in secondo piano sono stati i veri penalizzati dal fattaccio ovvero i concorrenti. Che, come ci si poteva aspettare, cominciano ad alzare la testa e a rilasciar interviste in cui lamentano il danno, le mille occasioni perse e carriere rovinate. A partire da Emanuele Filiberto, che in una intervista a Tv Sorrisi e Canzoni racconta: «Ho rinunciato ad andare a Miss Italia, da Salemme e a fare uno spot, perché a questo programma ci credevo veramente».
AncheElenoire Casalegno, che coi reality deve avere un brutto rapporto, visto che già la sua partecipazione alla Fattoria era saltata all’ultimo, si sfoga su Sorrisi: «Ho detto di no a serate, convention, a un programma che doveva partire su Sky a ottobre. Speriamo almeno di recuperarlo. È un bel danno, ho una figlia da mantenere». E Siria De Fazio, la mangiatrice di fuoco, ex concorrente del Grande Fratello, si aggiunge al coro: «È un disastro. Sono stata ferma per due mesi, ho annullato serate e ospitate. Adesso frequenterò la scuola di acrobati di Moira Orfei”.
Mancano all’appello Nina Moric, che proprio per la Tribù aveva mollato di punto in bianco lo spettacolo teatrale con Gianfranco D’Angelo, scatenando non poche polemiche, soprattutto da parte dell’attore e della produzione (e che tra l’altro non perde occasione per lamentarsi che l’ex marito non le dà un lira per il figlio), e tutto questo dopo il flop di Bellissima. In poche parole, da Corona in poi, un vero periodaccio per lei. E poi ancora Vittorio Marcelli, sempre ex Gf9, che non vedeva l’ora di "circondarsi di tutto il ben di Dio del cast", Matteo Cambi, per il quale questa poteva essere l’occasione del riscatto e, parole sue, "un modo per fari finalmente conoscere dagli italiani, in una luce diversa, non solo legata agli scandali e ai problemi di droga".
Insomma, più che un reality come un altro questo, almeno sulla carte, sembrava davvero un ricettacolo di bisognosi pronti al riscatto. Cui, Mediaset o Triangle che siano, hanno inferto un brutto colpo. Suggeriamo l’immediato concepimento di un nuovo format, per tutti loro: "Quelli che...non partono più".