A vederla scendere dalla
scalinata di Ciao Darwin 6 scatena moti incontrollabili di invidia da parte delle donne (e paralisi da estasi nei
conduttori Bonolis e Laurenti e nei telespettatori). Con i folti capelli ricci scurissimi, gli
occhi grandi e magnetici, il naso scolpito e le
labbra carnose, e ancora con le
gambe lunghe e affusolate e le misure perfette della modella,
Keila Guilarte Gonzales sembra aver avuto tutte le fortune e nella distribuzione dei pregi lassù pare che per lei ci sia stato un occhio di
particolare riguardo.
Invece, dietro
l'aspetto mozzafiato di Madre Natura si nasconde una realtà dolorosa, si cela un passato non facile, una giovinezza complicata. La
25enne cubana ne parla a
Diva e Donna, rivelando che l'infanzia vissuta sull'isola caraibica è stata dura. Nonostante la sua famiglia non avesse problemi politici e lavorassero entrambi i genitori,
il cibo a casa non era mai abbastanza: gran parte dei guadagni finiva allo Stato e «non potevo mangiare tanto - ammette - perché il cibo na bastava per tutti». Un sacrificio notevole soprattutto per lei che era
un'atleta, una nuotatrice sincronizzata in odore di Nazionale: «Mi allenavo tanto ma mi
sembravano sacrifici inutili; lì si guadagnano dieci dollari al mese».
A portarla via da Cuba un italiano,
sposato a 18 anni, troppo pochi perché potesse durare: «La storia non ha funzionato e dopo due anni sono
tornata a casa. Nel 2004 ho deciso di tornare in Italia per
lavorare come modella». Un gioco da ragazzi per una bellezza come lei? Niente affatto: «Sono una
ragazza mulatta. C'è sempre meno possibilità di lavorare in Italia rispetto ad altri Paesi. Ma lo capisco perché questa
non è ancora una nazione multirazziale». Eppure Keila lavora e si mantiene, ma prima della grande occasione con Bonolis un
dramma segna ancora la sua vita: la
sorellina di 15 anni un anno e mezzo fa viene stroncata da un
ictus. Uno choc dal quale la Gonzales e la famiglia non si sono ancora riprese, un avvertimento a
non montarsi troppo la testa, anche se si è belli come Keila. Perché Madre Natura sa sempre essere
arcigna e spietata.