Stacchetto e
inquadratura sotto la gonna, costumino e
ripresa da sotto del fondoschiena: cambiano la trasmissione, la valletta, il presentatore e la regia ma il giochino funziona sempre. Nel primo caso furono le grazie di
Victoria Silvestedt a
La ruota della fortuna (regia di Giuliana Baroncelli) con Enrico Papi a scatenare le proteste, stavolta quelle di
Belen Rodriguez a
Sarabanda di Mammucari (regia di
Roberto Cenci).
E se anche è vero che in estate la tv sonnecchia un po' gli iscritti del Moige non abbassano la guardia e protestano: quelle riprese che non lasciano nulla all'immaginazione alle 18 e 50, in piena fascia preserale, non sono solo del tutto inutili ma pure lesive della figura femminile, umiliata e mortificata, «trattata sempre come oggetto e quindi mercificata. Qui si tratta principalmente di mancanza di rispetto nei confronti delle donne», si legge in un comunicato dell'Osservatorio tv del Movimento Italiano Genitori.

A giugno sono arrivate 2.214 segnalazioni di cui 1.658 proteste (75%), la metà delle quali sulle inquadrature di Belen a Sarabanda (883, le stesse per gli insulti e i litigi di Amici). Con tanto di «sguardi assatanati di ragazzi con bava alla bocca», si è lamentata in una mail una telespettatrice (senza figli) di Bologna, «all'interno di un programma che è già divertente e carino da solo».
A finire sotto accusa è stato però anche il film La sconosciuta (2006, regia di Giuseppe Tornatore), con il 25% di proteste (412 segnalazioni) che - si legge ancora nella nota del Moige - «nonostante una regia di qualità ha offerto una serie di scene legate a sevizie, omicidi e violenze non adeguate alla prima serata, un discorso che può essere applicato anche alla stessa trama, dai contenuti forti consigliabili per questo alla sola visione degli adulti».