«Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abusi di una divisa di un pubblico ufficiale e aggredisca un parlamentare italiano, davanti a
Montecitorio, senza subire alcuna conseguenza». A farsi questa domanda è l'
onorevole Gabriella Carlucci (Pdl), la quale denuncia pubblicamente nientemeno che "
Le Iene": «Non possiamo continuare a far finta di nulla. Il rischio di una delegittimazione delle istituzioni è quanto mai reale. Mi attiverò immediatamente per difendere la mia reputazione e la mia immagine con tutti gli strumenti che l'ordinamento mette a disposizione».
Gabriella, erano "Le Iene", mica
Sabina Guzzanti! Qualcuno avvisi la deputata del Pdl che gli sketch del
Trio Medusa sono del tutto innocui, perché a quanto pare la più bella e potente delle tre sorelle Carlucci se l'è presa davvero e ha dichiarato guerra ai suoi colleghi di Mediaset. «È ora di dire basta ad un certo modo di fare televisione, becero e qualunquistico» ha continuato.
I fatti: i tre simpaticoni del
Trio Medusa vanno davanti al parlamento nel solito servizio di
presa per il culo dei parlamentari assenteisti. Si travestono da
vigili urbani, con tanto di fischietto e blocchetto delle multe, e si preparano a fare multe a quei deputati che in Aula non ci vanno quasi mai. I tre buffoni si imbattono nella Carlucci, vicepresidente della commissione per l'Infanzia, e la multano con la goliardia che li contraddistingue: 10 euro. Lei non ci sta e racconta in una nota che "oggi, dopo aver partecipato ai lavori della commissione, mentre mi trasferivo a Palazzo Montecitorio per partecipare ai lavori dell'Aula della Camera, alcuni inviati della trasmissione televisiva "Le Iene" travestiti da vigili urbani mi hanno aggredito verbalmente e fisicamente, accusandomi, ingiustamente, di non essere presente in Aula e di non svolgere seriamente la funzione di parlamentare italiana". Urca, roba gravissima.
Ma non finisce qui: «Non è più accettabile - prosegue la deputata Pdl - che i rappresentanti del popolo vengano continuamente
offesi e aggrediti da inviati di questa
trasmissione di dubbio gusto, senza avere alcuna possibilità di difendersi. Le istituzioni che rappresentiamo degnamente devono iniziare a tutelarci adeguatamente». E ancora: «Non permetterò a nessuno di infangare la mia personale storia politica. Nessuno può accusarmi di assenteismo o di scarsa partecipazione ai lavori parlamentari. Le statistiche pubblicate dalla Camera dei deputati - prosegue - dimostrano che la sottoscritta è presente al
100 per cento delle
sedute ed al
97 per cento delle
votazioni. Le classifiche basate sui dati relativi alla produzione di proposte di legge e di atti parlamentari mi vedono ai primi posti tra tutti i parlamentari italiani».
Gabriè, hai finito? Sembra di sì. Ma sono quelli delle Iene a replicare a questa
farsa italiota del "
lei non sa chi sono io" da una parte e dei
paladini anti-casta dall'altra: «Il miglior modo di difendersi dalle accuse insensate di questa signora - scrivono serissimi in una nota quelli delle Trio Medusa in un comunicato - è di mandare in onda integralmente i
10 minuti di video girato, senza tagli, in modo da far capire chi delegittima veramente le istituzioni e chi ha realmente aggredito "fisicamente e verbalmente" qualcun altro. Nonostante la signora Carlucci abbia divelto il microfono della telecamera e poi abbia sottratto e in seguito rotto il microfono-gelato, fortunatamente tutto l'accaduto è stato registrato e siamo felici di poterlo far vedere martedì sera integralmente».
Altri parlamentari sono stati al gioco e hanno
pagato i 10 euro simbolici di multa. L'episodio ha avuto conseguenze anche alla Camera, addirittura con un intervento del
presidente Gianfranco Fini che ha replicato a un onorevole: «Lei sa, onorevole Brigandì che il fatto cui si riferisce
fa parte della satira e non credo che si possa
censurare una trasmissione satirica. Il problema del gusto è ben altro, ma ciò ovviamente è molto opinabile. Comunque - precisa Fini - questa è l'opinione personale del Presidente». La polemica di
Vittorio Sgarbi con il Trio Medusa ha fatto scuola e i tre dopo essere stati definiti "culattoni e raccomandati" hanno anche scritto un libro. Sembra che ormai il
copione preveda prima l'
attacco delle "Iene", poi la
reazione scomposta del parlamentare, i giornali che riportano la "notizia" con grande enfasi, due o tre servizi di controreplica delle "Iene" e come sempre tutto finisce
a tarallucci e vino. Scommettiamo che anche questa volta andrà a finire così? (
Libero News)