«Telespettatori italiani, e chi li capisce?
C'era una volta il calcio in tv, che vinceva sempre, su tutto. Mettevi una partita in prima serata e gli altri canali si piazzavano sulla difensiva. Se in campo c'era l'Italia, poi, neanche a parlarne. Tabù rotto da un
Bonolis in grande spolvero, che forte (si fa per dire) di un programma vecchio di 10 anni macina record: dopo aver sconfitto la settimana scorsa la Nazionale di calcio ha fatto registrare ieri uno share del 25,95% (6.865.334 spettatori) contro il 21,26% (6.122.083 telespettatori) di
Real-Milan. Lui, naturalmente, gongola: «
Vinciamo senza fare tv urlata», dice radioso in ogni dove. E poco importa se il format è datato e "sfrutta" - in senso buono, s'intende -
la simpatia dei piccoli protagonisti (con tutto il contorno di risate registrate sottofondo e genitori in brodo di giuggiole tra il pubblico in studio).
Il fatto è che
i gusti degli spettatori non sono telecomandati - e meno male! - ed è diventato davvero difficile cercare di prevedere il successo di questo o quel programma.
Tette&trash? Tiravano, ma
forse non tirano più: chissà. Chi vince in questo autunno televisivo?
I bambini di Bonolis, e il bel tenebroso
Gabriel Garko, che con l'exploit dell'"
Onore e il rispetto 2" ha bagnato il naso a Nonno Libero e ha persino spodestato
Antonella Clerici. Ma poi nemmeno sulle fiction si può far conto: per ogni boom alla "Cesaroni", ci sono almeno dieci flop alla "Il falco e la colomba". Quanto ai talent, l'unico che si è affacciato in prima serata finora è X-Factor, sceso ieri sotto il 10% di share (tra l'altro un altro prodotto Rai Due,
Scalo 76 Talent, chiude l'appuntamento infrasettimanale per insufficienza di ascolti, con buona pace della bella Lucilla Agosti). Ma la stagione è ancora lunga, e devono ancora scendere in campo
ectoplasmi mangia-ascolti come il Gf e l'Isola dei Famosi: il «garbo» di Bonolis potrebbe qualcosa contro di loro?