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«Morgan via da X-Factor»

Notizia del 5 agosto 2009 - 12:00

Maria De Filippi attacca uno dei giudici: chi ha dischi da vendere non può stare in giuria

di Libero News

Usa la logica dei numeri Maria De Filippi: «Scialla è stato l'album più venduto con 250mila copie e al secondo posto c’è il cd della vincitrice Alessandra Amoroso. Il fatto che soltanto X-Factor dia garanzie di qualità è tutto da dimostrare. Dopo Giusy Ferreri non ho visto grossi exploit». Così in un'intervista a Repubblica la conduttrice, che con la sua società Fascino e la Grundy gestirà l'edizione italiana format America's got talent.

Proprio a proposito del talent di Raidue, Maria concorda con la decisione della Ventura di abbandonare e con quella della produzione di contattare Claudia Mori. Non invece con Morgan: «Simona Ventura ha lasciato e ha fatto la scelta giusta, ci ha messo la faccia e alla fine si è presa solo insulti. Claudia Mori è una che se ne intende, andrà benissimo. Morgan invece no: non può stare in giuria chi ha i suoi dischi da promuovere».

Non è la prima volta che la De Filippi spara a zero sulla concorrenza, anche in casa. Lo aveva fatto tempo fa in un'intervista a L'espresso. «A Pomeriggio 5 dove Barbara D'Urso rimanda in onda il filmato, esclamando quattro volte "Vergogna, vergogna". Secondo me il "vergogna, vergogna" andrebbe diretto a chi decide di mandarlo in onda». E ancora: «Un tempo, la televisione era, per citare un grande, Walter Chiari. Il pubblico accendeva l'elettrodomestico per vedere lui. Ora, la tv è fatta dal pubblico che sta a casa. Quando Simona Ventura fa l'Isola, lei è solo un mezzo. E allora a 'ste conduttrici che si autocelebrano, con i seni strizzati che non sembrano più normali ma rassomigliano a due chiappe, alla fine ti viene da dire: "Ti sposti che voglio vedere il bidello?"».

Allora si parlava anche del contratto con Mediaset in scadenza e della possibilità di un futuro in Rai o Sky. Invece l'accordo è stato trovato e la De Filippi continuerà con la nona edizione di Amici dove, ha promesso, ci saranno delle sorprese. «Con i discografici in studio tutti hanno voglia di tentare. Grazie alla presenza nelle selezioni di un personaggio spiazzante come Charlie Rapino, ora si presenta anche chi prima ci guardava di traverso, cantautori, rocker, tenori. Ho deciso di aprire alla lirica, voglio avvicinare la gente all'Opera. M'intriga il fatto che, all'epoca, il melodramma fosse uno psicodramma collettivo, proprio come il pop». Altri aspiranti talenti sanremesi? «È stata la vittoria di Marco Carta a creare l’equivoco. In realtà covavo un progetto ben più ambizioso, avere tutte le major in studio a contendersi i giovani talenti».

 

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