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Culattoni e raccomandati? - Alessandro Sortino tende un trappolone al figlio di Mastella, ma lui si difende accusandolo: «Spintarelle da mio padre? Io mai. Tu invece...». E si scopre qualche altarino

Culattoni e raccomandati?

Notizia del 21 gennaio 2008 - 09:00

Alessandro Sortino tende un trappolone al figlio di Mastella, ma lui si difende accusandolo: «Spintarelle da mio padre? Io mai. Tu invece...». E si scopre qualche altarino

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«Culattoni e raccomandati!» tuonava Vittorio Sgarbi qualche anno fa ai microfoni delle Iene... Si vede che in Italia nessuno è immune dalla spintarella. Purtroppo. Tutto è nato un paio di giorni fa, quando la iena rossa Alessandro Sortino ha teso un agguato al figlio di Clemente Mastella, subito dopo la notizia degli arresti domiciliari a mamma Sandra. Ma la trappola si è rivelata un boomerang.

«Io non sono il figlio di un boss: sono un ingegnere con un contratto da metalmeccanico inquadrato al settimo livello in Finmeccanica. Guadagno 1.800 euro al mese». Elio Mastella, il figlio minore del leader dell'Udeur si è scaldato davanti ai cronisti che presidiano la villa dei suoi genitori, dove sua mamma è barricata da giorni, in seguito all'inchiesta sulla Sanità in Campania. «Il mio lavoro non dipende da mio padre - precisa, accalorandosi -. Conosco due lingue, mi sono laureato con 110 e lode a 24 anni. Non ho fatto nessuno studio privato, sono sempre andato nelle scuole pubbliche». I toni della discussione diventano davvero accesi quando si palesa davanti al cancello della villa la iena Sortino, con un chilo di arance da portare alla "detenuta Sandra". Elio non gli dà nemmeno il tempo di aprire bocca e attacca: «Io guadagno 1.800 euro al mese. Tu invece? Avrai un contratto milionario? E so anche cosa fa tuo padre, lavora all'Authority per le comunicazioni. Vuoi dirmi che questo non c'entra niente col tuo lavoro?». La iena si difende facendo notare che lui non ha un contratto da dipendente, ma un contratto di servizio e lavora per la trasmissione di Italia Uno dal 2000, mentre suo padre è all'Authority solo da due anni. «E tu come fai a sapere tutte queste cose? Perché avete raccomandato qualcuno nell'Authority?» rilancia Sortino rivolto a Mastella junior. Il battibecco si chiude con Elio fatto allontanare da alcune persone della scorta del padre, che lo hanno invitato a rientrare in casa.

Sbirciando qua e là, però, Dagospia indaga su Sortino e scopre qualche altro altarino: «In effetti, dal sito dell'Agcom, si scopre con facilità che il dottor Sebastiano Sortino, non solo è membro dell’Autorità, ma ha anche un curriculum di tutto rispetto: "Per oltre dieci anni responsabile del settore piccola industria presso la Confindustria, e per più di cinque anni responsabile dei rapporti con le Regioni e gli Enti Locali presso l'Ente Nazionale Idrocarburi. Dal gennaio 1977 è direttore generale della Federazione Italiana Editori Giornali. Rappresentante della FIEG negli organismi pubblici italiani, competenti nell'applicazione delle leggi sull'editoria, ed internazionali, rappresentativi del settore. Consigliere del CNEL"». Forse aveva ragione Sgarbi?

La Iena Sortino nega di essere mai stato raccomandato: «Mi faccio avanti col mio lavoro, non col mio cognome», ma certo fare giornalismo con un papà che nel mondo dell'informazione ha un ruolo così importante, fa sorgere il dubbio. Come ha cominciato a lavorare? «Avevo 26 anni, l'università andava così così, e facevo volontariato. Mi presentai alla redazione del settimanale Vita. Lavoravo gratis» racconta al Corriere della Sera. Il primo contratto? «Qui Roma, inserto della Stampa. Facevo le recensioni dei film intervistando gli spettatori che uscivano dal cinema. Prendevo 500 mila lire al mese, davvero poco per un raccomandato, no?». E il passaggio alla televisione? «Mi chiamò Davide Parenti, l'autore delle Iene. In macchina, mentre portava i figli a scuola, ascoltava sempre Salotto Termini un programma che facevo alla radio». Quanto guadagna? «Dipende da quanto lavoro perché sono pagato a servizio e ho sempre contratti a termine. In questo momento ho il più lungo della mia vita: otto mesi». E quindi in media quanto guadagna? «Tra 100 e 200 mila euro lordi l'anno, a seconda di come vanno le cose. Guadagno bene perché sono bravo. Ma se qualcuno mi querela l'avvocato me lo devo pagare io». Che ne pensi? Dì la tua. (Libero News)

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  • Il solito perbenismo di facciata
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