

Ogni volta sembra che sia l'ultima frontiera del reality. Poi si scopre che al peggio non c'è mai fine. Dall'innocenza del Gf, della Fattoria e dell'Isola dei famosi gli autori si sono sbizzarriti fino ad arrivare a Zone Xtreme (a fine anno su France2). Già il nome è tutto un programma: nel dettaglio a otto concorrenti-cavia viene fatto credere di essere in una sorta di casa in cui le sfide sono a colpi di domande innocue senonché il concorrente vincente alla fine può punire lo sconfitto con una scarica elettrica che può arrivare a 480 volts.
Aberrante? La vittima è in realtà un attore che recita: se la scossa è finta, aberrante è la crudeltà a cui sono arrivati i concorrenti di Zone Xtreme che credevano fosse tutto vero. Secondo il servizio di Libérationsolo il 20% si è rifiutato di abbassare la manopola della corrente elettrica, contro l'80% che non ha avuto alcuna remora. L'idea dell'esperimento sociale è venuta a Christophe Nick: un finto reality da 2,5 milioni di budget per fare in realtà un documentario e «dimostrare che oggi la televisione può fare di tutto».
Nell'assuefazione collettiva sembrano ormai passati i tempi di Fear Factor dove i 6 candidati sono stati costretti a mangiare topi, insetti, o a sdraiarsi in una piscina piena di calamari putrefatti per vincere 50 mila dollari. Sono passati i tempi dei reality per dimagrire e riuscire a indossare l'abito da sposa, per partecipare a un film porno o a sedute di autopsia, per cercare l’anima gemella con concorrenti sfigurati, per rischiare la roulette russa (come nel film Live!).
In Italia l'ultima è stata Brigitte Nielsen, seguita dalle telecamere nel lungo travaglio di chirurgia estetica che l'ha portata sul tavolo operatorio ben 28 volte ma il peggio c'era già stato con Distraction di Teo Mammuccari. Insomma, abbiamo già dato, si spera. «Il limite è la coscienza di produttori e bradcaster. E poi in Italia cose di quel genere non passerebbero mai» ha detto Paolo Bassetti, presidente di Endemol Italia. «Noi il massimo che ci siamo permessi come azienda è stato in Olanda con Big Donor Show, tre dializzati in gara per ricevere un rene da una malata terminale, ma si trattava di una provocazione per far parlare di un problema come la donazione». (Libero News)
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