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Ricci difende le (sue) Veline

Notizia del 18 settembre 2009 - 16:25

Il papà di Striscia presenta la ventiduesima edizione del tg satirico e si lancia in un inno alle ballerine scosciate: "Sono peggio i pacchi". E avverte: "L'emergenza informazione c'è davvero"

di Emanuele Benvenuti

Non sa ancora se andrà in onda la prima puntata del suo tg, ma Antonio Ricci si è già infilato i guantoni per lanciare la 22esima edizione di Striscia la Notizia. L'avvio è fissato per lunedì, giornata di lutto nazionale per i funerali di Stato dei sei parà uccisi a Kabul, ma lui è pronto anche a un'edizione speciale. In fondo, dice, "io sono il miglior autore televisivo degli ultimi 150 anni" e in questi panni ha apportato alcune leggere modifiche al programma - torna U. Eco, Ugo Eco, "intellettuale organico" interpretato da diversi personaggi, debutta una rubrica dei cittadini per dare risposta ai problemi italiani ed è allo studio un'edizione domenicale del tg condotta dagli inviati - e ha confermato la squadra vincente della passata stagione.

Dietro il bancone ci sarà l'inossidabile coppia Enzo Iacchetti-Ezio Greggio, sul campo la nutrita squadra degli inviati, sul bancone il duo Federica Nargi-Costanza Caracciolo, "quest'anno più sofisticate, meno grezze e volgari". Proprio per loro il papà di Striscia si scatena: "Per tutta l'estate abbiamo subito silenziosamente questo assurdo attacco alle Veline, che per noi è una manna. Ma siamo forti del fatto che nessuna delle nostre ragazze è stata coinvolta negli scandali. Di questi tempi c'è una fibrillazione che diventa delirio. Arrivano perfino a dire che la volgarità in tv è nata con il Drive-In, che era frutto del lavoro dell'intellighenzia di sinistra, era uno spazio di libertà ed era apprezzato da intellettuali come Fellini ed Eco".

La volgarità, aggiunge Ricci, "non è colpa di Berlusconi, che è volgare già per i fatti suoi" né tanto meno di programmi come Striscia, Paperissima o Drive-In: "Le nostre sono parodie, eccessi e satire, trasmissioni che nascono già con la critica a se stesse dentro. Non può succedere che noi che abbiamo da sempre usato la Velina come modello di donna-oggetto, finiamo per essere additati come colpevoli. E solo noi! Perché nessuno si ribella all'uso delle donne sulle riviste femminili? Perché Miss Italia va bene e le nostre parodie no? La nostra, quella di far star zitte le Veline e farle parlare solo nelle televendite per vendere merci - perché così viene fuori il ruolo da attaccapanni delle donne nella comunicazione -, è solo una provocazione". E tanto per non scordare la sua ostilità verso Affari Tuoi, continua: "Le accusano di non saper far nulla e non è vero. E' molto peggio vedere in tv ogni sera uno che vince dei soldi aprendo un pacco: lui si che guadagna senza saper far nulla".

Ma non solo di Veline parla l'inventore del tg satirico. Ce n'è anche per Fabrizio Del Noce: "Il pm del processo per la microfonata a Staffelli ha chiesto 400 euro di risarcimento per lui ma anche 4 mesi di reclusione per la petulanza con cui ha disturbato Noisette... E' davvero una cosa incredibile, la gente è pronta alla rivolta". E per lo stato dell'informazione: "Che ci sia uno stato d'emergenza è evidente solo per il fatto che noi abbiamo 250 denunce a carico. La trasmissione di Vespa con Berlusconi? Penso che sia stato un errore. Ben altra cosa sarebbe stata se il premier ci avesse raccontato delle sue esperienze erotiche...".

 

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