Turista sessuale? Via il passaporto

Notizia del 27 settembre 2007 - 15:00

Linea dura della Corea del Sud nella lotta alla prostituzione. Anche se praticata fuori dai confini nazionali

La Corea del Sud è in prima linea nella lotta contro la prostituzione. Non solo vieta il sesso a pagamento entro i suoi confini ma estende il divieto anche all'estero. La motivazione di questa misura? Andare a prostitute anche fuori dal Paese significa danneggiarne l'immagine. La Corea del Sud sta facendo sul serio e ha minacciato il ritiro del passaporto per i cittadini lussuriosi. La maggiore severità è stata in parte determinata dalle recenti rivelazioni sul turismo sessuale praticato da alcuni studenti di una scuola superiore durante un viaggio scolastico in Cina.

«Il governo ha deciso di usare la mano pesante - si può leggere in un comunicato congiunto diffuso dal ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità, dal ministero degli Esteri e da quello della Giustizia - perché l'immagine della nazione è stata gravemente danneggiata da questi comportamenti». Sul ritiro del passaporto dovrà decidere ora il parlamento. Con la legge in vigore, il governo può soltanto negare il rilascio di nuovi passaporti ai cittadini che all'estero sono andati a prostitute. Il giro di vite del governo è stato provocato da un aumento dei casi di sudcoreani arrestati all'estero per aver cercato sesso a pagamento. Attualmente 21 cittadini sudcoreani sono detenuti in Cina e 19 negli Stati Uniti. (Libero News)